Capitolo 2009

XIV Capitolo – 07 Giugno 2009

14° Capitolo  7 Giugno 2009
Visita alla diga del Pamperduto e Villoresi

Il Capitolo si è voluto incentrare sulla visita alle famose dighe del Panperduto e Villoresi che sono state costruite nel 1884. su progetto dell’ingegnere Villoresi allo scopo di irrigare la parte del milanese della pianura Padana.
Difatti tutta l’opera di ramifica in ben 86.km e ben 85.00 ettari, da più di un secolo, distribuisce  il prezioso liquido a alle aziende contadine che con prodotti, allevamenti di animali e altro alimentano una economia agricola che ben si colloca nel panorama produttivo lombardo.
Accompagnati del Presidente in persona dott.Alessandro Folli , gli Ospiti hanno potuto visitare la imponente opera da un lato inaccessibile altrimenti al pubblico. Macchinari colossali che regolano lo scorrere delle acque del Fiume Azzurro, da un lato impoverendolo nel suo corso naturale, dall’altro rendendo fertile la terra che bagna.
Sorpresa e meraviglia tra gli Ospiti, con un Cicerone eccezionale che conoscendo fin nei più piccoli dettagli l’opera, ha potuto far comprendere la complessità dei meccanismi di regolazione, una lezione di ingegneria idraulica.
A seguire al ristorante F.Bertoni il consueto pranzo con questo spartito:
Menu
Al termine scambi dei graditi dono fra le nostre Confraternite,  che come tradizione ognuna ha offerto rappresentanti la loro terra.
Una stampa raffigurante la diga del Panperduto visitata in mattinata opera della nostra bozzettista Elisabetta Guglielmo,  è stata il nostro omaggio a ricordo della giornata.

In giardino sono serviti:
Pesciolini fritti
Salvia fritta
Mundaghit

Spartito:
Cipolle ripiene
Filetto di coregone in carpione
Rane alla moda varesotta
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Risotto  con filetti di persico
§§§
Quaglie disossate e ripiene accomodate sulle sue uova
Tortino di patate
Zucchine trifolate
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Degustazione di caprini
e miele varesino
§§§
Dolce ai mirtilli
Zabaione semifreddo alle fragoline di sottobosco
§§§
Caffè al samovar
Bacetti di Tornavento
Vini:
Prosecco di Valdobbiadene
S.Quirico Cascina Piano Angera
Sebuino  Cascina Piano Angera

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Capitolo 2008

Museo del Volo “ Volandia”

CAPITOLO 2008

 

Quest’anno il Consiglio ha voluto far conoscere una nuova realtà del Territorio, appena inaugurata : VOLANDIA.  Museo dell’Aviazione, voluto e sostenuto finanziariamente dall’amministrazione Provinciale, localizzato negli ex capannoni della “CAPRONI “  a Vizzola Ticino, proprio di fronte all’aeroporto intercontinentale della Malpensa-Terminal uno.

CAPRONI:nome storico nel campo dell’ingegneria aeronautica fondata dall’ing. Gianni Caproni nel lontano 1910 nella brughiera gallaratese.

Precursore di idee innovative tanto che in una intervista rilasciata in quei tempi , alla domanda fattagli dal giornalista: “ quale avvenire per l’aviazione ?” rispose ;” Grandi linee aeree tra città e città con aeroplani di cento e più passeggeri e veloci  in ragione di 200\330 km. All’ora”

Fra tutti i cimeli esposti, addirittura in celeberrimo Ca.1 il primo aereo costruito da Caproni.

Quale emozione nel vedere tanti modelli reali vecchi e nuovi fra quelle mura, calpestare  dove hanno messo piede tanti personaggi della Nostra gloriosa Storia : dal Re Vittorio Emanuele III, al Duce, al grande Poeta “l’Immagnifico “ Gabriele d’Annunzio etc l’elenco potrebbe continuare all’infinito.

Senza dimenticare le persone che hanno lavorato in questi cent’anni, maestranze che il mondo ci ha  sempre invidiato , per la maestria nell’esecuzione di progetti aeronautici, di cui la Nostra Provincia Varese, può ben definirsi la “ CULLA DELL’AVIAZIONE MONDIALE”  ancora oggi rappresentata da magnifiche Aziende di levatura mondiale: AERMACCHI E AGUSTA WESTLAND”.

Terminata la visita, il consueto Pranzo Conviviale, che si è svolto in un ristorante della zona.

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Libro a Padre Vincenzo Soldavini

Intitolazione di una via e la realizzazione di un libro a Padre Vincenzo Soldavini

Alcuni anni fa, il presidente dell’UNITRE di Lonate Pozzolo ,già Cavaliere del Fiume Azzurro, il presidente dell’associazione predetta, Gianni de Tomasi, per personale conoscenza proposero allora amministrazione la intitolazione, alla memoria,  di una via al concittadine :padre Vincenzo Soldavini, missionario dehoniano in Mozambico deceduto nel 2007 in terra d’Africa per malaria, dopo quarant’anni di lavoro cristiano in quelle zone.

Ebbene dopo le consuete problematiche burocratiche, non è  facile inserire un nome nuovo nella toponomastica, si coinvolge una moltitudine di competenze, l’amministrazione attuale, siamo nel 2007, autorizza questa intitolazione per un nuovo parco recentemente realizzato: la piazzetta Sormani alle spalle dell’omonima ex-filanda.

Ci mettiamo in contatto col professor Bertolli importante storico locale, ma non solo, che con la collaborazione dell’architetto Jannello, raccoglie testimonianze, documenti tramite i familiari del padre, concittadini lonatesi, archivi dehoniani,ordine ecclesiastico a cui apparteneva. Col voluminoso materiale riunito, si mise in contatto con Noi, che dopo alterne vicende, abbiamo potuto dare  alle stampe.

Nel frattempo si prepara il luogo dove verrà posato un cippo con targa commemorativa dell’intitolazione.

Siamo a questo punto nell’aprile 2008, riusciamo a organizzare, una giornata dedicata totalmente all’importante  cerimonia.

Nella sala  Civica Bosisio nell’ex-monastero S.Michele alla presenza dei familiari di padre Vincenzo del Sindaco Gelosa , dell’assessore alla Cultura De Novara, dei padri dehoniani, del parroco, professor Bertolli e architetto Jannello autori del libro, i Cavalieri del Fiume Azzurro, dei rappresentanti delle Confraternite: Magistero dei Bruscitti di Busti, Accademia della Costina di Coarezza, di Rho a Tavola, accompagnati dal gruppo storico Saboya al gran completo, oltre ad un numeroso pubblico, si è ripercorso la vita e le opere di padre Vincenzo Soldavini con le spiegazioni degli autori e degli ideatori dell’iniziativa.

 In corteo ci si è portati nel luogo della cerimonia ove è avvenuta la scopritura e la benedizione. Nuovamente tutti  in corteo per le vie cittadine,  a far da cornice l’elegante carrozza d’epoca col tiro a quattro cavalli del signor Martignoni che molto gentilmente si è offerto per l’occasione, per la S.Messa officiata congiuntamente dai prelati presenti.

Al termine per coronare la giornata al ristorante Bertoni si è tenuto il pranzo preparatoci per  l’occasione dove è avvenuto una consegna di targhe donate dai Cavalieri del fiume Azzurro ai convenuti.

Successivamente, con l’impegno della signora Mirata è stata effettuata la vendita ad offerte con l’impegno di dedicare il ricavato alla costruzione di una farmacia nel Guruè, la zona dove padre Vincenzo aveva dedicato la sua vita fino alla morte e dove è stato sepolto.

Capitolo 2007

Capitolo 2007

Villa Cagnola a Gazzada

Questo Capitolo si è voluto festeggiare in un contesto suggestivo e storico. Il luogo scelto è stato Villa Cagnola a Gazzada. Magnifica dimora signorile dell’ottocento, da cui si ammira un magnifico panorama sulle Alpi e sul lago di Varese. Il programma prevedeva un incontro con le Confraternite Enogastronomiche con una visita alla Villa. Proseguito con un piccolo concerto con strumenti antichi, per ricreare l’atmosfera d’antan, in sintonia con le Nostre Origini. Al pranzo conviviale di ottima fattura è seguito lo scambio di doni  come usanza. Per rinnovare lo spirito di amicizia  e l’Investitura dei Nuovi Cavalieri Effettivi ed ad Honorem.

 

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Capitolo 2006

Capitolo 2006

Visita Museo Agusta ( Cascina Costa )  

L’ idea che ci ha spinto quest’ anno a far visita al museo delle Industrie AGUSTA è legata, oltre al nostro territorio, anche alla singolare attività svolta dall’ azienda nel campo aeronautico.

Gabriele D’Annunzio usava definire l’ aviazione “ Cavalleria dell’ aria” e , con un po’ di presunzione abbiamo scelto di effettuare questa visita alla storica azienda.

Il 27 aprile 1927 Giovanni Agusta, fonda a Cascina Costa “ I cantieri Aeronautici Agusta”,officine dedite alla riparazione e modifica dei bombardieri Caproni Ca.3, residuati bellici che gli consentono, dopo il trasferimento delle sue officine precedentemente aperte a Foggia ed in Libia e l’ esperienza maturata alle dipendenze delle Officine Caproni di Vizzola Ticino, di mantenere in locazione il campo di Aviazione

“ Gaspare Bolla “ e le annesse strutture di proprietà dell’ amministrazione militare. Inizia così la fortuna avventura di una delle più importanti aziende del settore che nel 1952 conclude un accordo con l’ azienda americana Bell Aircraft Corporation per la costruzione in Europa degli elicotteri tipo Bell 47, primo passo per quella che sarà la rivoluzione nel campo aeronautico nazionale e la fortuna di questo importante gruppo industriale tuttora all’ avanguardia nel settore dell’ aviazione e punta di diamante dell’ imprenditoria italiana.

Il 12 febbraio 1945 nasce dalla tenacia di Domenico Agusta, “ la società Anonima Meccanica Verghera”, negli stessi stabilimenti ove già esisteva una tessitura e adattata alle nuove esigenze.

Il glorioso marchio “ MV Agusta”, inizierà da qui la sua storia costellata di successi  che l’ ha condotta a innumerevoli vittorie sui circuiti di tutto il mondo dal 1949 al 1974, mentre termina la sua esistenza qualche anno dopo, con la produzione della “ MV 750 “ derivata dalla “ MV600 ” e frutto dell’ esperienza maturata nelle competizioni internazionali.

Il Museo curato dal “gruppo lavoratori anziani d’ azienda Agusta”, molto ben curato nel suo insieme dopo le recenti risistemazioni, colpisce già varcato il cancello d’ ingresso, dove nel piazzale sono sistemati alcuni elicotteri in dotazione alle varie armi. Accompagnati nella visita, ammiriamo l’ evoluzione fatta sia nell’ utilizzo dei materiali di costruzione a partire dal legno e dalla tela dei primi esemplari di aeroplano, sino alle innovazioni tecnologiche usate nei modelli più recenti di elicotteri. Motori messi in funzione a scopo dimostrativo, proiezioni di filmati, foto d’ epoca, velivoli d’ ogni genere, prototipi, cimeli, coppe, motociclette di serie e da competizione, fanno ala al nostro passaggio; qui spiccano sui loro piedistalli le mitiche“ M.V. 350” e “ M.V. 500 “ con cui Giacomo Agostini ha spopolato dal 1966 al 1976, vincendo numerosissimi Gran Premi.

Al termine della visita  in una sala appositamente attrezzata, molti di noi, tra cui il Presidente della F.I.C.E. Mario Santagiuliana, hanno potuto provare un simulatore di volo montato su di un elicottero di ultima generazione  e provare, almeno in parte, ad essere “ Cavalieri dell’ aria”.

 

Lasciato alle spalle il museo, dopo aver donato una pergamena a ricordo della nostra visita, partiamo alla volta di Villa Porro a Lonate per l’ annuale Capitolo Enogastronomico.

Il menù che ci attende e la splendida cornice di Villa Porro col meraviglioso parco secolare sono gli ingredienti ideali per una giornata all’ insegna dell’ amicizia e dell’ allegria.

La rituale cerimonia dello scambio dei doni con le Confraternite e l’ investitura dei nuovi Cavalieri, vede protagonisti principali il Presidente Nazionale della F.I.C.E. ( Federazione Italiana Circoli Enogastronomici) Mario Santagiuliana ed il Prof. Franco Bertolli – Storico locale – che per anni si è anche occupato con G. D. Oltrona Visconti, di ricerche e pubblicazioni sulla Battaglia di Tornavento.

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Capitolo 2005

Capitolo 2005 – Ranco, Museo Europeo dei Trasporti

E’ il nostro ringraziamento a colui che è stato amico fraterno,  più volte nostro gradito ospite, sino ad accettare la nomina a Cavaliere ad Honorem . Autore con Gaspare Cilluffo del libro edito da Selecta “ Dal lago Maggiore a Milano” – La ferrovia delle barche e i trasporti su acqua nel secolo XIX – e presentato in una memorabile serata proprio a Lonate l’ 11 ottobre 2002, lo scorso anno ha pubblicato sul medesimo argomento un volumetto edito dal Parco del Ticino Lombardo, con la nostra collaborazione.

Già avevamo avuto modo di sollecitarlo, con l’ aiuto di Ambrogio Milani, nell’ interessare l’Ente Parco a riscoprire il percorso dell’ Ippossidra – ferrovia a cavalli voluta da Carlo Cattaneo – ed in breve tempo tutte le tappe  più importanti lungo il percorso da Tornavento sino a Sesto Calende sono state dotate di capannine in legno ove sono illustrati: la storia, il percorso ed il luogo di sosta

Ha sempre dato a tutti  nel modo più sincero e umano possibile ed all’ ingresso del Museo, patrimonio dell’ UNESCO, il visitatore può leggere queste sue parole:

L’ INGRESSO A QUESTO MUSEO E’ GRATUITO

Le ragioni morali di questa scelta hanno una duplice motivazione:

· L’ approccio del cittadino alla cultura dovrebbe essere un sacro diritto che non può discriminare economicamente.

· L’ opera è frutto del mio amore più che quarantennale al mondo dei trasporti e l’ amore di una vita può solo avere un riscontro morale

Benvenuti! Cordialmente

Francesco Ogliari

La visita , accompagnati dal nostro Anfitrione d’ eccezione, è particolarmente interessante . Tra i percorsi ricavati tra vecchi locomotori, autoveicoli ,tram, aerei, procede la nostra visita – tutto ciò che riguarda i trasporti è possibile ammirarlo in tutta la sua  regale bellezza – e qui ha trovato posto persino una stazione della metropolitana milanese, con relativi vagoni.

Ma il massimo dello stupore lo raggiungiamo ammirando il grandissimo plastico della “città ideale”, ispirato dagli scritti di Leonardo da Vinci allo stesso Ogliari, che ha realizzato la perfetta riproduzione di un’ intera vallata con tanto di città, stazioni, incroci, strade e linee ferroviarie che si intersecano dando vita ad un organizzatissimo andirivieni di mezzi di locomozione con tanto di aerei e mongolfiere che solcano il cielo.

Uscendo dopo aver visto questa meraviglia, la nostra attenzione è catturata da un modellino che ricorda la Ferrovia Eolica, poi trasformata in ferrovia a cavalli con la scritta “ Tornavento – Sesto Calende” sulla vela issata su di un carro ferroviario, chiaro ricordo dell’ Ipossidra di Carlo Cattaneo.

Un altro pezzo di storia della nostra piccola seppur famosa frazione che ha trovato qui la sua collocazione.

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Capitolo 2004

Il Nono Capitolo – 06 Giugno 2004

Castello dei Visconti di San Vito – Somma Lombardo

Il capitolo di questo nuovo anno sociale è particolarmente significativo in quanto dà vita alla nuova impronta associativa che è stata stabilita nel programma triennale dal Gran Consiglio. Abbiamo scelto di far visita al Castello di Somma Lombardo dei Visconti di San Vito. Lo splendido maniero magnificamente conservato, il cui primo nucleo originale risale al XV° secolo, custodisce nelle sontuose sale una straordinaria collezione plurisecolare di piatti da barba, unica nel suo genere e reperti risorgimentali molto rari.

Numerose le personalità e le Confraternite intervenute, tra le quali ricordiamo il Neo Sindaco di Lonate Pozzolo: Piergiulio Gelosa; il Prof. Franco Bertolli, Storico e autore di numerose pubblicazioni tra cui documenti inediti sulla “ Battaglia di Tornavento”; mentre le Confraternite rappresentate sono state: Magistero dei Bruscitt da Busti Grandi ( Busto A. – VA), Serenissima Signoria dei vini del Piave ( Oderzo -TV), Club Rho a tavola ( Rho –MI),Circolo Enogastronomico Lombardo “ La Franciacorta” ( Rovato- BS),Nobile Accademia del Prezzemolo ( Milano), Confr. Del Riso, del Vino e del Gorgonzola ( Novara),Confr. del Bollito di Guarente      (Guarente-CN), Confr. del Vino e della Panissa ( Vercelli).

Al termine il trasferimento a Villa Porro in Lonate Pozzolo per il capitolo vero e proprio, con il seguente Menù:

Aperitivo all’ aperto

Buffet di antipasti

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Cascata di Parma

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Boule di frutta fresca

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Bresaola, rucola e pompelmo

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Sottile di lardo ai gherigli

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Felino al taglio

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Carpaccio di vitellone alla Provenzale

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Piovra ai cannellini e sedano

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Conchiglie di mare gratinate

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Insalata fantasia

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Risotto mantecato in forma alle punte d’ asparagi

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Piccatine di faraona all’ uvetta sultanina e porto

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Patate al gratin

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Semifreddo glassato alla vaniglia

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Caffè e digestivo

 Il Sig. Sindaco di Lonate Pozzolo, Rag. Piergiulio Gelosa

Il Sig. Sindaco di Lonate Pozzolo, Rag. Piergiulio Gelosa

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Capitolo 2003

L’Ottavo Capitolo – 1 Giugno 2003

L’anno è caratterizzato da diversi contatti con personaggi importanti famosi e non, che hanno portato a proficue collaborazioni in svariati campi.

Il professor Francesco Ogliari e il dottor Gaspare Cilluffo innanzitutto con il loro volume “Dal lago Maggiore a Milano – la ferrovia delle barche e i trasporti su acqua nel secolo XIX-“, la conoscenza del campione mondiale dei cercatori d’oro, Rinaldo Molaschi di Vigevano, le scoperte importanti e i lavori lungo il Naviglio Grande con il C.F.A. “Ad Honorem” Ambrogio Milani, hanno caratterizzato la parte culturale della mattinata.

Al Monastero S.Michele a Lonate ospitati dall’assessore alla Cultura Dr. Livetti, il signor Molaschi ha tenuto una dimostrazione sul lavoro di vagliatura del materiale per ricavare le famose pagliuzze d’oro.

I presenti hanno avuto modo di vedere ed anche di utilizzare le “padelle”, cimentandosi in una sorprendente “caccia all’oro”.

Il C.F.A. A. Milani, con l’aiuto di una esposizione di foto e reperti, ha illustrato la storia e la funzione dei famosi “scaricatori del Naviglio”; e i reperti trovati.

Di supporto il C.F.A. Spreafico, ha spiegato la loro funzione moderna al servizio delle centrali idroelettriche.

Il professor Ogliari e il dottor Cilluffo, hanno parlato dell’Ipposidra, ferrovia con traino dei vagoni a cavallo, ideata da Carlo Cattaneo nel 1859.

Per l’occasione, abbiamo fatto dono alle Confraternite e agli Ospiti di un piatto che riproduce la Stazione di partenza dell’Ipposidra a Tornavento, su bozzetto di Elisabetta Guglielmo, nostra entusiasta e brava collaboratrice.

Al Ristorante F. Bertoni il pranzo, supportato nel servizio di sala e cucina dagli allievi dell’Istituto G. Falcone di Gallarate, aveva come titolo:

“La cucina tipica di un territorio, non è altro che un rimescolamento di altre cucine adattate a seconda degli ingredienti a disposizione locale”

Leggendo il testo gastronomico del 1692 “Lo Scalco alla Moderna” di Antonio Latini, personaggio presente in Coorti Cardinalizie e Papali di Roma, successivamente al servizio di un alto personaggio a Napoli, si sono trovate due ricette interessanti: una relativa ad un particolare risotto, l’altra alla cassuola.

Scorrendo i paragrafi della composizione si intuisce la rassomiglianza con il risotto alla milanese , per l’uso dello zafferano; l’altro per gli ingredienti assortiti: maiale e verze comprese nella casseula, così la provocazione con i “puristi milanesi“ è venuta naturale.

Lista delle vivande:

in giardino:

Pane bruscato

Pescheria fritta

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In sala da pranzo

Primo servizio rifreddo

Insalatina reale

Fravole lavate in vino e zuccaro

Pizza alla bolognese

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Prima portata di cucina

Minestra di riso alla Spagnola

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Seconda portata di cucina

Oglia alla napoletana

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Secondo servizio di credenza

Crostata o pizza di fravole

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Scomiglia

Biscotti di Savoia

Mostaccioli napoletani

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Bevanda di caffè e bacetti di Tornavento

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Presentazione volume “Dal Lago Maggiore a Milano”

“Dal Lago Maggiore a Milano”

Nell’estate 2002 , abbiamo avuto l’onore di fare la conoscenza del professore Francesco Ogliari, ideatore e fondatore del Museo dei trasporti di Ranco, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’ U.N.E.S.C.O., il quale aveva appena dato alle stampe il suddetto libro.

Questo volume tratta la storia in generale dei trasporti, come si può dedurre dal titolo, ma in particolare un capitolo il principale,parla di un progetto ideato da Carlo Cattaneo, sì quello delle 5 Giornate di Milano , che consisteva nel realizzare un tratto di ferrovia trainata da cavalli, da Tornavento a Sesto Calende, superando le famose “rabbie” del Fiume Azzurro, che data la forte pendenza erano molto pericolose e disagevoli, in caso di normalità: ma che si trasformavano in un ostacolo insuperabile in caso di piena o di siccità, arrecando un danno economico non indifferente a tutto il commercio che allora si svolgeva per via fluviale.

Trattandosi di un argomento così attinente il “Nostro Fiume “, non abbiamo potuto esimerci dall’ organizzare a Lonate Pozzolo la presentazione del  libro.

Il Professor Ogliari , nel contempo nominato  “Cavaliere ad Honorem “ed  il dottor Gaspare Cilluffo, coautore, il 12 Ottobre 2002, presenziarono alla serata, organizzata in collaborazione con l’assessore alla Cultura di Lonate Pozzolo, arch Giampaolo Livetti, nella sala polivalente del Monastero S. Michele.

Fu presentata anche la “Mostra dell’Ipposidra”, con i reperti  fotografici ed i  manoscritti originali che erano serviti per la stesura del capitolo, messi gentilmente a disposizione dal proprietario il C.F.A. Ambrogio Milani.

La serata non poteva riuscire in maniera migliore.

La nostra soddisfazione ha avuto un proseguo inaspettato: le autorità locali ed il Parco Lombardo del Ticino, ci hanno aiutato nel realizzare il percorso “dell’ Ipossidra”.

Ma questa è un’altra storia.

Il Progetto

Iniziato materialmente nel 1857 fu terminato  nel 1858. Il servizio ebbe il suo epilogo esattamente il 13 Ottobre di quell’ anno. Nel luogo dove attualmente esiste la centrale idroelettrica,a Cassinetta di Tornavento, v’era  una darsena  con relativi edifici adibiti a uffici, stalle e magazzini, dove i barconi, provenienti da Milano, tratti dal Naviglio Grande  venivano issati ancora in acqua su carri ferroviari, dopodiché tramite cavalli e aiutati da un argano, erano trainati in salita fino al piano della brughiera, giungendo nei pressi della Cava Maggia. Da lì proseguivano dolcemente  sul tratto pianeggiante fino a Somma Lombardo.

Alla periferia di Somma, iniziava la prima discesa. I carri scendevano la costa guidati da uomini che frenavano, i cavalli venivano issati  a bordo , giungendo al ponte dello Strona, costruito appositamente . Qui nei caseggiati tuttora esistenti c’erano le stalle con i  cavalli di cambio. Il viaggio proseguiva nella campagna fino a Golasecca, dove in Località Gruppetti, incominciava la seconda discesa. Lunga 400 metri questa era più impegnativa, con pendenza  del 122,50%.Qui il carro veniva agganciato ad un cavo d’acciaio di 850 metri, i cavalli nuovamente issati sul carro e mentre lo stesso scendeva frenando,trascinava verso l’alto, sul binario parallelo, un carro vuoto equipaggiato con adeguata zavorra.

In Località Mulini di mezzo, detti della Resica, per via di una segheria che funzionava con le acque del rio Oneda, i carri con le barche arrivavano su un terrapieno a venti metri di altezza dall’ acqua, di fianco alla stazione. Una piattaforma-ascensore lunga trenta metri munita di contrappesi, mossa da una ruota ad acqua, faceva scendere in Ticino il carro con la barca. La barca veniva liberata del sottostante carro e trainata con cavalli sino alla” piarda “di  Sesto Calende.

Il tempo impiegato per la risalita del fiume era così di quattro ore per una percorrenza di 17 Km.,mentre la risalita controcorrente di una -due settimane per 26 Km.

Nonostante questa realizzazione, alcuni anni più tardi entrò in funzione la ferrovia Sesto Calende -Milano e così la società dell’Ipposidra fallì e pian piano scomparvero anche i manufatti.

Fonte: “Dal Lago Maggiore a Milano – La “ferrovia di Barche” e i trasporti su acqua nel secolo XIX – Di F. Ogliari e G. Cilluffo Ed. Selecta Pavia.

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I Cavalieri del Fiume Azzurro e il Prof. Ogliari presso la Sala “Ulisse Bosisio” del Monastero di S. Michele a Lonate Pozzolo
I Cavalieri del Fiume Azzurro e il Prof. Ogliari presso la Sala “Ulisse Bosisio” del Monastero di S. Michele a Lonate Pozzolo
Investitura a Cavaliere del Fiume Azzurro del Prof. Ogliari
Investitura a Cavaliere del Fiume Azzurro del Prof. Ogliari
Il Prof. Ogliari con alcuni componenti il Sodalizio
Il Prof. Ogliari con alcuni componenti il Sodalizio

Capitolo 2002

Il Settimo Capitolo – 2 Giugno 2002

Questo capitolo ha segnato una svolta importante per l’Associazione.

A questo Convivio hanno partecipato illustri personaggi di fama internazionale, che hanno caratterizzato la giornata.

La collaborazione con l’Istituto ad indirizzo Alberghiero “Giovanni Falcone” di Gallarate, resa possibile dalla sensibilità del vice-preside Prof. Gomaraschi, si è attuata con la partecipazione di allievi in sala e in cucina che hanno supportato il servizio con entusiasmo.

Per quanto riguarda la specifica giornata, tutto è iniziato con la tradizionale colazione tipica varesotta.

Successivamente ci recammo a visitare l’unico mulino ad acqua ancora funzionante della Valle del Ticino nel comune di Bellinzago (NO).

Il suggestivo complesso, il cui nucleo originale settecentesco è rimasto intatto sino ai giorni nostri, è gestito dall’Associazione “Amici del Ticino” che ne curano il funzionamento e illustrano volentieri l’affascinante quanto unica messa in funzione delle macine, anch’esse originali.

La meticolosità con cui sono stati ricreati gli ambienti rurali, uniti al fascino del passato hanno colpito piacevolmente i presenti.

Uno spuntino nostrano, a base di prodotti del territorio e vini locali, offertoci dai gentili ospiti ed una foto ricordo ha posto fine alla mattinata.

Successivamente ci recammo a visitare l’unico mulino ad acqua ancora funzionante della Valle del Ticino nel comune di Bellinzago (NO).

Il suggestivo complesso, il cui nucleo originale settecentesco è rimasto intatto sino ai giorni nostri, è gestito dall’Associazione “Amici del Ticino” che ne curano il funzionamento e illustrano volentieri l’affascinante quanto unica messa in funzione delle macine, anch’esse originali.

La meticolosità con cui sono stati ricreati gli ambienti rurali, uniti al fascino del passato hanno colpito piacevolmente i presenti.

Uno spuntino nostrano, a base di prodotti del territorio e vini locali, offertoci dai gentili ospiti ed una foto ricordo ha posto fine alla mattinata.

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Capitolo 2001

Il Sesto Capitolo – 3 Giugno 2001

Due scelte, una materiale e una spirituale, hanno caratterizzato quest’incontro.

I pesci del fiume azzurro: dalla modesta alborella, al pregiato e oramai introvabile temolo, al nobile storione, che si pescava anche nella nostra zona, sono stati scelti quale tema per l’occasione.

La visita ad un allevamento ittico a Marano Ticino, sulla sponda piemontese, ci ha permesso di conoscere approfonditamente il ciclo vitale dei suddetti. Successivamente a Lonate, abbiamo assistito alla santa Messa celebrata appositamente per noi ,al termine della quale abbiamo potuto ascoltare un eccellente concerto d’organo, suonato col magnifico organo Prestinari (famosissimi costruttori d’organo dell’800), appena restaurato.

Il“ LIBRO NOVO” edito nel 1557, autore: Christofaro di Messisbugo, che operò alla Corte degli Estensi a Ferrara, nominato dall’Imperatore Carlo V, Conte Palatino per i suoi meriti di scalco, gentiluomo di Corte e raffinato gastronomo, ci ha dato lo spunto per il menù del pranzo Capitolare.

Visto il tema della mattinata, non poteva essere che il seguente:

In giardino furono serviti

Pescaria di fiume fritte

§§§

In tavola furono posti

Pane intorto, Sasamellino,

§§§

E venne la prima vivanda

Pesce in gelatia con agliata verde

Insalata di anguille e Sparagi

§§§

Poi venne la seconda vivanda

Mollignane in minestra

§§§

Poi nella terza furono:

Polpette di sturione col suo sapore

Frittelle di verdure

§§§

E nella quarta furono:

Torta di pesche

e crema francese in scutelle

con ciliege coperte di zuccaro

§§§

Bevanda di caffè, bacetti di Tornavento

Scambio dei Gagliardetti tra i Cavalieri del Fiume Azzurro e le Confraternite presenti al Capitolo
Scambio dei Gagliardetti tra i Cavalieri del Fiume Azzurro e le Confraternite presenti al Capitolo

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Capitolo 2000

Il Quinto Capitolo – 4 Giugno 2000

Siamo così giunti al primo lustro di vita, anno fatidico, l’ultimo di un secolo e di un millennio.

Per la prima volta, come spiegato precedentemente, si decise di effettuare il Capitolo Culturale -Enogastronomico la prima domenica di Giugno, mentre la Rievocazione Storica l’ultima domenica.

La giornata iniziò con una sostanziosa colazione tipica varesotta, a base di piatti rinomati: dalla rusumada, al san carlin, alla panceta al bulogna, oltre alle tradizionali brioches e cappuccino.

Successivamente ci recammo a Cà della Camera, per visitare l’edificio storico del dazio e la lapide che avevamo posato nel 1998, (ne parliamo esaurientemente nel capitolo INIZIATIVE), mostrando ai convenuti anche la presa detta dello “Sperone”da cui nasce, dal Ticino, il Naviglio Grande.

Al termine il corteo si diresse al Monastero S.Michele, già sede della Biblioteca Comunale di Lonate Pozzolo, gentilmente ospitati dall’assessore alla Cultura, ove il Prof. Franco Bertolli tenne una breve conferenza sulla Battaglia di Tornavento, per far meglio comprendere l’evento trattato.

Presso il Ristorante Bertoni, allora Sede del Nostro Sodalizio, si svolse la parte gastronomica come consuetudine.

La fine del millennio diede lo spunto per il nuovo nuovo menù.

Dal ricettario: “Il Cuoco piemontese perfettionato a Parigi” di Giovanni Silvestri fu estrapolato il menù.

Nel 1700, avvenne un ricambio sulla supremazia culinaria.

Dalla fine del barocco italiano,con i sapori agrodolci, con piatti fatti più per la vista che per il palato, con abbondanza smisurata, si passò “nuova cucina francese”.

Nouvelle cuisine” ante litteram.

I Corsi e Ricorsi della Storia, anche in cucina.

Difatti in quel periodo cambiò totalmente la metodologia in cucina, la composizione delle “minute”, a tal punto che anche nella terminologia i ricettari italiani furono influenzati dal francese. Si introdussero termini quali: i “jus , i coulis, court-bouillons” etc .

Gli interminabili banchetti , furono sostituiti da sequenze organoletticamente più consone ai palati, così come oggi li intendiamo.

Il Piemonte, stante la vicinanza anche politica, oltre che geografica, fu influenzato “in primis”.

Incominciarono anche ad apparire in maniera massiccia, i nuovi prodotti provenienti dalle Americhe: pomodori, patate, cioccolata, caffè etc.

La Minuta

Primo servizio

Minestra

Sparagi col sugo di piselli

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Hors d’oeuvre

Salmone in cascia di carta

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Secondo servizio

Entrée

Matelote alla Generale

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Terzo servizio

Trasmesso

Ragù di pomi di terra

Pollo d’India à l’escalope

Con jus di carne

Couli di pomi doro

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Quarto servizio

Trasmesso

Rissole alla napoletana

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Quinto servizio

Composta di albicocchi

Ghiaccio alla crema di cioccolata

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Ratafià di ciriege

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Bevanda di caffè e bacetti di Tornavento

I vini abbinati : Clivio rosato, Torgaio Chianti Classico d.o.c.g., Sorelle Vin Santo della Casa Vinicola I.L. Ruffino

In primo piano: Tiziano Bertoni, chef del Ristorante Bertoni e il Personale di Sala in abito d’epoca.
In primo piano: Tiziano Bertoni, chef del Ristorante Bertoni e il Personale di Sala in abito d’epoca.
Foto di Gruppo dei Cavalieri del Fiume Azzurro e Pietro Tenconi
Foto di Gruppo dei Cavalieri del Fiume Azzurro e Pietro Tenconi

Strada Provinciale Tornavento

Somma Lombardo  “della Battaglia di Tornavento”

Correva l’anno 2000, l’allora assessore alla Viabilità della Provincia di Varese Modesto Verderio, già Cavaliere ad Honorem , decise che tutte le strade provinciali avessero un nome di provenienza storica filologicamente  accertato .

La provinciale che da Tornavento  conduce a Somma Lombardo fu così denominata:

“Della Battaglia di Tornavento”

Il fatto storicamente accertato è l’episodio accaduto il 22 Giugno 1636 nella brughiera nelle vicinanze dell’attuale aeroporto di Malpensa, attraversata appunto dalla Provinciale.

Durante la conferenza stampa tenuta dal Presidente Massimo Ferrario, eravamo presenti in costume d’epoca a testimoniare l’importanza di questo   fatto  d’arme ,dimenticato dai libri di storia.

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Capitolo1999

Il Quarto Capitolo – 27 Giugno 1999

Il nostro quarto Capitolo, fu l’ultimo in concomitanza con la Rievocazione Storica della Battaglia di Tornavento.

L’impegno nell’organizzarlo era tanto, quanto quello profuso per la Rievocazione Storica.

I partecipanti visitarono nella mattinata Villa Parravicino a Tornavento, con la magnifica vista sulla valle del Fiume Azzurro contornata dalla catena delle Alpi, Villa Porro a Lonate Pozzolo, col magnifico parco, di proprietà della Famiglia Bollazzi; Villa Oltrona Visconti a S. Antonino Ticino di proprietà dell’omonima famiglia . In quest’ultima fummo gentilmente accolti dal N.H. Giandomenico. Storico, giornalista che per primo scoprì le notizie sulla Battaglia del “TESINO”successivamente denominata di TORNAVENTO, ci illustrò i suoi studi.

Furono presenti in quell’occasione: il Sindaco di Luzzara (RE), che ci fornì anche notizie di un evento bellico che in epoca successiva al 1636, interessò il suo comune; il Generale Guido Amoretti, grande amico dell’Oltrona, co-autore di un capitolo di strategia e tattica militare sulla battaglia.

La Rievocazione Storica, giunta alla seconda edizione, aveva aggregato anche Gruppi Storici del vicino Piemonte, anch’essi riproponenti episodi della Guerra dei Trent’anni :il GRUPPO STORICO MILITARE DELL’ASSEDIO DI CANELLI”, avvenuto nel 1616, con personaggi che hanno partecipato ad entrambe le Battaglie.

Villa Oltrona Visconti - Cortile Nobiliare e ascine a Sant'Antonino Ticino
Villa Oltrona Visconti – Cortile Nobiliare e ascine a Sant’Antonino Ticino
Villa Porro - Lonate Pozzolo
Villa Porro – Lonate Pozzolo
Villa Parravicino - Tornavento
Villa Parravicino – Tornavento

1992-2

 

Posa della Lapide alla Cà della Camera

L’idea nacque durante una visita a Milano nel Novembre 1997, invitati dalla Curia Milanese per i festeggiamenti della nomina di S. Ambrogio a Vescovo di Milano. Eravamo presenti nel Palazzo dell’ A.P.T. del Milanese proprio di fronte al Duomo di Milano, alla presenza di autorità civili e religiose della città.

Terminati gli interventi degli oratori, qualcuno di noi intervenne,precisando che : Tutto il Duomo di Milano è passato da Tornavento, difatti il Naviglio Grande fu ricavato dal Ticino, chissà perché a Tornavento. Ne studiò la fattibilità  quel genio che fu Leonardo da Vinci.

Qualcuno dei presenti fece una promessa: procureremo una lastra di marmo di Candoglia, scolpiremo la Storia dall’inizio del Naviglio e la poseremo alla Cà della Camera.

“Detto e fatto!!”

2 Novembre 1998

Cà della Camera, alla presenza di Autorità Religiose e Civili,  scolari con i loro insegnanti, si scopre la lapide con scolpite   queste parole:

Con l’ultima scritta abbiamo ricordato anche S.CARLO, che proveniente da Arona , secondo la tradizione si fermò in preghiera nel luogo ove esiste un Oratorio dedicato alla S.Vergine, che i barcaioli avevano eletto a loro Protettrice nel periglioso viaggio  verso il Lago Maggiore, considerato che il tratto peggiore del Ticino era da Tornavento  fino a Sesto Calende.

L’Oratorio fu spazzato via dalla piena del 1600, è rimasta sola la campanella tutt’ora visibile sul tetto dell’edificio della Cà della Camera, vene suonata a martello una volta all’anno in occasione della notturna  Caminàa da l’ulia” a Dicembre, organizzata dal ricercatore locale Ambrogio Milani.

 

Scoprimento Lapide della Cà della Camera
Scoprimento Lapide della Cà della Camera
Foto di gruppo
Foto di gruppo
Cortile della Cà della Camera
Cortile della Cà della Camera
Cà della Camera
Cà della Camera
Campanella posta sulla sommità della Cà della Camera, appartenente all’Oratorio di S. Antonio
Campanella posta sulla sommità della Cà della Camera, appartenente all’Oratorio di S. Antonio
Arrivo dei Barcaioli
Arrivo dei Barcaioli

Capitolo 1998

Il Terzo Capitolo – 21 Giugno 1998

L’anno fu caratterizzato dalla fondazione ufficiale dell’Associazione, con Statuto notificato dal Notaio.

Era l’inizio documentato della nostra Storia.

Il Capitolo Annuale coincise con la Prima Grande Rievocazione Storica dell’evento. Nella mattinata, in località Vecchia Dogana a Tornavento, si rappresentò con personaggi in costume d’epoca, a piedi e a cavallo la “ BATTAGLIA” in tutte le fasi principali, tra lo stupore del pubblico e le Confraternite provenienti anche da altre Regioni. Si tenne poi l’Investitura Ufficiale dei Nuovi Cavalieri.

Nel pomeriggio si replicò, con un pubblico ancora più numeroso ed entusiasta.

Al Ristorante, il menù non poteva essere da meno. Fu così deciso di onorare “BARTOLOMEO SCAPPI” già Cuoco di Papi e Re. Il personaggio non era stato scelto a caso: le cronache avevano riportavano la notizia che era nato in un paesino sulle sponde lombarde del Lago Maggiore, a Dumenza. Venne naturale l’aggancio.

Infatti il Fiume Azzurro entra nel lago in Svizzera ed esce a Sesto Calende in Italia per poi passare da Tornavento e proseguire, per poi immettersi nel Po a Pavia.

Il menù tratto dal suo monumentale trattato“ OPERA” ricettario dato alle stampe nel 1570, fu il primo in assoluto ad avere il “ copyright” come è scritto in prefazione addirittura da un Papa: Pio V e fu anche sottoscritto da Cosimo de’ Medici Granduca di Toscana.

di Toscana.

Un anno così importante per il Nostro Sodalizio, rappresentò anche l’inizio di una proficua collaborazione con Enti  provinciali.

Per l’occasione, il Presidente dell’A.P.T. (Azienda Promozione Turistica) del Varesotto Sig. De Mio ci donò di una serie di targhe che furono assegnate alle altre Confraternite con il tradizionale scambio di riconoscimenti.

Il Banchetto:

in giardino furono serviti

Pescheria fritta

e salvia dorata

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primo servizio di credenza

Biscottelli di marzapane

Torciglioni sfogliati di sfogliatura aperta

Lingua di vitella piene in cotte in vino e Salsa verde

Cervellate di polpa di pesce e Sapore di limoncelli

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Primo servizio di cucina

Ravioli senza spoglia

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Secondo servizio di cucina

Coniglio sottostato intiero

Sapore di ribes

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Terzo servizio di cucina

Pasticcetti di trippa di vitella

Torta di mollignane

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Secondo servizio di credenza

Minestra di latte di capra con sugo di fragole

Frutta in gelo

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Capitolo 1997

Il Secondo Capitolo – 22 Giugno 1997

Questo capitolo, sancì la bontà degli scopi dell’Associazione, difatti tra il 1996 e il 1997, si stabilirono le regole principali e la prassi per la vita associativa, si presero contatti con realtà più importanti, che incominciarono ad interessarsi di Noi.

Per la prima volta avvenne la cerimonia della nomina dei Cavalieri.

Assunse così più importanza anche il Capitolo Annuale.

L’eco che ancora facevano i vari festeggiamenti per il 500° anniversario della scoperta dell’America di Cristoforo Colombo, fu l’argomento di questo Raduno: “Il pomodoro divenuto principe della cucina italiana”

A trattare la parte culturale fu invitato il giornalista enogastronomico Luciano Imbriani, il quale aveva già dato alle stampe varie pubblicazioni di carattere gastronomico.

Nell’escursione al “ cono panoramico” sul Fiume Azzurro, in prossimità del ponte sul canale Villoresi (1882), da cui si può ammirare un’incantevole scorcio del fiume, il dottor Garatti di Lonate Pozzolo tenne una dotta spiegazione sulle vicende della Battaglia, alla presenza di Autorità locali ed un folto pubblico.

Il Gruppo Storico dei DRAGONI S.A.R. di Rivoli, successivamente tenne una dimostrazione d’armi con spari a salve, in piazza Parravicino, a rappresentare la I Rievocazione Storica della Battaglia di Tornavento.

Per l’occasione fu anche allestita presso la nostra sede, una esposizione dei preziosi reperti originali trovati sui luoghi della Battaglia,ritrovati da Ambrogio Milani, appassionato ricercatore che si dedica a riscoprire e rivalutare come noi il passato e la storia locale.

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Capitolo 1996

Il Primo Capitolo: il più importante ed anche il più suggestivo.

L’Alba di un’Avventura – A.D. 1996

Si è voluto onorare il Curato Comerio, dal cui diario manoscritto, trovato alla Biblioteca Ambrosiana di Milano dal N.H. Giandomenico Oltrona Visconti oltre quarant’anni fa, si sono tratti interessantissimi spunti per ricette ispirate all’anno 1636.

In questo diario, si descrivono minuziosamente tutte “ le robbe tolte dalli francesi in casa di me P Francesco Comerio,curato portionario di Lonate Pozzolo da dì 16 Giugno sin’alli 7Luglio”.

Nella lista sono elencate anche gli arredi sacri della chiesa di S.Ambrogio, le masserizie di cucina e non, generi alimentari conservati in dispensa, saccheggiati dai francesi invasori.

Nella lista sono elencate anche gli arredi sacri della chiesa di S.Ambrogio, le masserizie di cucina e non, generi alimentari conservati in dispensa, saccheggiati dai francesi invasori.

Da questo manoscritto, anche due insegnanti delle scuole elementari di Lonate Pozzolo, con i loro alunni, nel 1986 hanno effettuato ed approfondito una ricerca storico-locale sulle condizioni di vita delle popolazioni del tempo. I loro scritti sono stati inviati anche alla regina Josè di Savoia a Ginevra, ricevendone un encomio.

Una copia di questa ricerca è conservata attualmente presso la biblioteca comunale di Lonate Pozzolo, nell’ex monastero S.Michele.

In questa occasione gli alunni, hanno inoltre interessato alcuni ristoratori della zona, creando dei piatti abbinati a nomi di personaggi e luoghi della Battaglia.

Da questa iniziativa è nato il “MENU DEL CURATO COMERIO”, proposto alle Confraternite convenute al nostro primo Capitolo.

Il Primo Gran Maestro, signor Remo Pantano con il Vicario Emilio Luraschi e il Gran Cerimoniere Ugo De Vera d’Aragona, alla presenza delle Autorità Locali, di Amici e Simpatizzanti ha annunciato la nascita dei Cavalieri del Fiume Azzurro.

 

Il Menù

Pescheria fritta del Ticino

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Trote alla Vittorio Amedeo I°

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Stracci alla Spagnola

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Lepre alla Leganès

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Capponi del Curato Comerio

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Torta del Cappuccino

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Fragoline del Panperduto

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Vino Cocto e Bacetti di Tornavento

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I vini abbinati furono:
Bonarda rosè, Gattinara d.o.c,

Brachetto d’Acqui, Marsala

1996