Navigliometro

Si vociferava, tra i vecchi della zona, lungo il Naviglio Vecchio di un antico segnale che serviva alla navigazione dei barconi che ben sapevano hanno navigato fino che non era stato costruito il tratto del Nuovo Naviglio, chiamato poi Canale Industriale con la costruzione della Centrale di Turbigo,.

Armati di pazienza , di picconi, zappe e badili,  abbiamo sondato la riva sinistra nel tratto che ci avevano indicato  e dopo alcune ore finalmente abbiamo individuato il sito, in territorio del Comune di Nosate.

Pulito il luogo dalle erbacce piante rovi etc, ecco finalmente le pietre di appoggio, la lastra con gli indicatori due addirittura: uno più antico l’altro meglio conservato sono in bronzo con le tacche inserite nella striscia una per una. Un capolavoro di artigianato.

Allargando e approfondendo lo scavo ecco tre mozziconi di passoni, pali che servivano a ormeggiare i barconi e proteggere l’approdo dagli eventuali urti.

Lo scopo dell’idrometro che Noi abbiamo rinominato Navigliometro, era quello di tenere sotto controllo il livello dell’acqua che non doveva superare una certa misura, penna l’allagamento di Milano e che di conseguenza con gli scaricatori si regolava l’altezza.

Come si può intuire uno strumento di fondamentale importanza.

 

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Gemellaggio col 102° a Ghedi

A volte il destino sta già scritto, si tratta di andare a scoprirlo  dove è riposto.

Abbiamo voluto inserire questa frase per spiegare questa piccola avventura:

dopo la presentazione del libro di Alberto Grampa “Lonate Pozzolo dove il volo è una promessa” leggendolo più attentamente abbiamo scoperto che un Gruppo  di Aviatori “denominati “Picchiatelli” per il fatto che avevano in dotazione lo Stuka tedesco, famoso per le sue picchiate verticali era stato costituito nel 1942 proprio qui al Campo della Promessa di Lonate Pozzolo. Questo reparto era temuto per le sue incursioni in molteplici operazioni importanti,

Fin qui niente di particolare, ma poi la memoria si è fatta avanti da alcune lettere ritrovate in un libro edito dal Comando dell’Aeronautica su questo Gruppo il 102°, che parlava della storia del reparto,è si è scoperto che i pochi piloti rimasti dalla fine della guerra, si erano ritrovati nel 1968 al Campo per una giornata di Memoria dei compagni caduti e avevano deposto una lapide in loro  onore,

Fatta una meticolosa ricerca, tramite il Colonnello Michele Ciorra, già Comandante del 2° Deposito dell’Aeronautica Militare di Gallarate si era arrivati alla scoperta che il reparto era tutt’ora attivo e aveva base all’aeroporto militare di Ghedi Bs.

Sempre con il supporto del colonnello  Ciorra abbiamo così organizzato un incontro per conoscere questo Gruppo, con Noi il presidente dell’associazione Clipper di Ferno e il figlio di un pilota di una squadriglia di aerei Fiat CR 42, contattato dopo la pubblicazione del libro del Grampa, che accompagnavano gli Stukas nelle missioni, difatti il punto debole di questi era quando dopo aver sganciato la boma dovevano risalire di quota erano molto lenti e quasi indifesi all’attacco dei caccia nemici.

Accolti alla base dal Colonello Costantini siamo stati accompagnati dal Comandante la base e successivamente, al loro rientro operativo dal Comandante il 102 °Gruppo ………che ci ha edotto su tutta la Storia passata e recente che non si conosceva.

Al termine scambiati i doni con le foto di rito, un volume recente della storia moderna abbiamo fatto ritorno, con la consapevolezza di aver aggiunto un tassello importante nella nostra Memoria Storica e che non mancherà l’occasione di valorizzare quanto abbiamo visto e soprattutto appreso..

“WALZER ,ragazzi.” Il grido, motto, coniato dal primo Comandante il Gruppo …………lanciato prima di ogni attacco dai piloti.

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Il Ticinometro

Altro strumento importante e indispensabile è l’idrometro che si trova sulla sponda sinistra del Ticino.

Il reperto risultava letteralmente scomparso dalla memoria dell’attuale generazione. Seguendo l’indicazione dei vecchi che si ricordavano del misuratore delle acque del Ticino, nel maggio del 2001, si iniziarono i lavori di movimentazione terra depositata dai soldati americani nel 1955, per una manovra sul Ticino.

Accompagnati dal barcaiolo Bonora risalendo il fiume abbiamo fotografato un pilone del Ponte di Oleggio dove si trova il misuratore attuale collocato nel  1889, anno della costruzione del ponte.

Ma a Noi interessava quello più antico che si trova dove prima della costruzione del ponte, c’era l’attracco del Porto Natante di Oleggio, erano due barconi affiancati dove tramite una fune chiamata “guida”assicurata alle due sponde, si faceva scorrere altre funi per il traino dei natanti.

Arrivati al punto indicatoci, abbiamo notato un pianoro, tra la fitta vegetazione fra cui si intravedevano  alcuni lastroni di pietra. Anche qui con pazienza abbiamo ripulito l’area e piano piano è venuto alla luce il manufatto-capolavoro:un pezzo di arginatura del Ticino edificato alla fine del 1700, con delle grossissime soglie di marmo rosa di Baveno.

Lo scopo in questo caso è più venale: in base all’altezza che l’acqua raggiungeva c’era una tabella di pagamento per determinare  il pagamento del pedaggio a persone, mezzi, merce animali etc, più alto era il livello più il costo aumentava, occorrendo  più personale  addetto all’attraversamento del fiume.

Un po’ di Storia sui Porti Natanti.

Questo in particolare era denominato Porto di Oleggio-Lonate Pozzolo, per il semplice motivo che l’attracco era situato sui due territori. Di norma di proprietà delle Comunità interessate essendo costruito con soldi delle stesse, ma poi era dato in affitto a chi vinceva l’asta indetta.

Era tenuto a tenerlo in efficienza, fune-guida barconi etc, tenendo a diposizione le persone occorrenti, non poteva trasbordare ne persone, animali , ne cose di notte. Se il livello delle acque raggiungeva una certa altezza interrompeva il servizio, essendo responsabile di danneggiamenti o danni a persone o peggio.

 

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Cippo “Rainerio”

Si favoleggiava tra la gente del luogo di un cippo esistente forse già al tempo della dominazione spagnola, senza saperne esattamente l’ubicazione.

Dopo svariati approcci verbali, finalmente un barcaiolo del luogo ci indicò approssimativamente un punto del Naviglio in cui cercare.

Il luogo indicato era  il 1° scaricatore. Quest’ultimo si trova all’inizio del Naviglio, dove fu oggetto di ricerca da parte di un gruppo di volontari entusiasti.

Gli scavi diedero il frutto sperato; ai loro occhi piano piano venne alla luce il reperto.

Una volta ripulito dalla terra che lo copriva da lunghissimo tempo, si presentò nella sua magnificenza: un blocco di marmo di Candoglia finemente rifinito sui quattro lati,  sormontato da una cuspide.

Una volta ripulito dalla terra che lo copriva da lunghissimo tempo, si presentò nella sua magnificenza: un blocco di marmo di Candoglia finemente rifinito sui quattro lati,  sormontato da una cuspide. Su uno di questi lati era visibile in bassorilievo la seguente dicitura:

“Sotto gli Auspici di Raineri

Arciduca Austriaco

Vicerè del Regno Lombardo Veneto

Costruito nell’Anno 1819″

Presumiamo che sia stato posizionato in quell’epoca dopo lavori di ristrutturazione dello Sperone che si possono notare, visitando il luogo.

 

cippo_1 cippo_2 cippo_3 cippo_4 cippo_5 cippo_6 Milani al Restauro Portando alla luce il Cippo Scopritura Segnale Idrometro Nosate Sperone Cippo RestauratoSperone Segnale Idrometro Nosate Scopritura Le Indicazioni di Milani Lavori in corso 5 Lavori in corso 4 Foto di Gruppo vicino al Cippo Curreli Pulitore

Presentazione del libro “Libro Cristini”

Venerdì 27 Maggio 2011 nella sala Bosisio nel ex Monastero S.Michele a Lonate Pozzolo in collaborazione con il Tercio de Saboya Gruppo Storico Militare che ci supporta da vari anni nell’organizzazione sella Rievocazione storica della Battaglia di Tornavento e gli assessore alla Cultura  ing. ,Giancarlo Simontacchi e l’assessore alle Attività Produttive e Commercio signor Antonio Patera. Abbiamo presentato il libro “La Battaglia di Tornavento” scritto da Luca Stefano Cristini, giornalista- storico presente alla serata,  e Giuseppe Pogliani.

Cristini, con i suoi collaboratori : Mugnai, Pogliani,  ha già pubblicato due importanti  volumi  sulla “Guerra dei Trent’Anni” 1618-1648, edito da “ISOMEDIA” dove ha raggruppato tutte le cronache, stampe, dei Personaggi,   foto dei luoghi inerenti gli avvenimenti, che sono stati una tragedia per tutta l’Europa con conseguenze nefaste trascinate anche per decenni successivi.

La serata ha visto la partecipazione di un folto pubblico locale e non che ha ascoltato attentamente l’Autore Cristini nella sua esposizione dell’opera. Anche il Direttore del Parco del Ticino arch. Peia in rappresentanza del Presidente ha avuto parole di elogio per il volume.

Presente il professore Franco Bertolli , Cavaliere ad Honorem dell’Associazione,primo con Oltrona Visconti, ricercatore negli archivi arcivescovili di Milano e in altri, il quale ha dibattuto con l’Autore su quanto pubblicato.

Anche Ambrogio Milani, Cavaliere ad Honorem, ricercatore-storico.popolare, che tanto tempo ha dedicato  anche alla scoperta di reperti che sono stati esposti in sala, il quale ha posto una domanda,: “dove sono stati sepolti i migliaia di morti che sono rimasti sul campo”, visto che le varie fonti , a parte i feriti francesi che sono stati portati a Oleggio, non menzionano nessun luogo. A parte la salma del Gambacorta che la leggenda tramandata, lo pone nella chiesa di S.Eugenio a Tornavento, ma  non è stato accertato ancora.

La  domanda  è rimasta senza risposta da entrambi sia Cristini che Bertolli.

Il pregio di questa pubblicazione:

1- Descrive il  contesto prima e dopo  in cui è avvenuta questa Battaglia, dimostrando  l’importanza di carattere nazionale e di tutta la Guerra dei Trent’Anni in Europa.

2- riporta fonti originali da parte francese così dettagliate con tanto di nomi di comandanti e reggimenti francesi, Oltrona Visconti che ne raccomandava la ricerca presso gli archivi francesi , ne sarebbe stato entusiasta.

2-Una importante fotografia del dipinto del Marescialle Charles de Crequì, mai pubblicata fino a ora.

4-la divulgazione. Questo libro fa parte di una collana di pubblicazioni anche in lingua inglese, che spaziano finora, dall’esercito romano a Re Artù , dai Cavalieri medioevali, alla guerra civile americana, dai primi eserciti regolari italiani ai Volontari della guerra Civile spagnola insomma una serie di argomenti rigorosamente storici in cui la “Nostra” Battaglia di Tornavento assume un’importanza che va oltre i termini cui finora era stata confinata.

Al termine i convenevoli di rito con il dono di copia alle autorità.

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Scopritura della Nostra Piastrella sul Muretto di Alassio

Domenica 29 Settembre 2013

Da un’idea originale  e simpatica dei Cavalieri di Adelasia: l’amico Ettore Arposio : posizionare in un spazio apposito del famoso “muretto” le piastrelle rappresentanti i loghi delle Confraternite Enogastronomiche aderenti alla F.I.C.E.

In occasione del loro Terzo Gran Capitolo, una Delegazione di Cavalieri ha partecipato all’avvenimento che con grande solennità a inaugurato”la piastrella”.

Accolti molto signorilmente dalla Presidente Anna Maria Bagliani, con una abbondante colazione all’hotel Aida dopo le presentazioni di rito e scambio dei doni, accompagnati dall’orchestra jazz-band di Lello Lagorio che sulle note ha fatto anche ballare qualcuno degli astanti, abbiamo sfilato per il famoso “budello” tra la curiosità dei turisti e residenti, accompagnati dal Sindaco e l’assessore della Provincia siamo giunti sul luogo dove abbiamo scoperto la Nostra.

Al rientro gran aperitivo e pranzo degno dei Cavalieri di Adelasia, a seguire musica e balli, saluti e scambio di appuntamenti futuri.

Un sentito ringraziamento alla presidente Anna Maria Bagliani, e  all’amico Ettore per l’amicizia dimostrataci.

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Battaglia di Tornavento

XV Rievocazione Storica della Battaglia di Tornavento

I Cavalieri del Fiume Azzurro – Confraternita Culturale Enogastronomica di Tornavento, con la collaborazione del Tercio de Saboya, Associazione Storico Culturale di Tornavento propongono la ormai consolidata annuale Rievocazione Storica della Battaglia di Tornavento, arrivata alla XV Edizione. Tale sinergia mette a disposizione un paniere di eventi legati alla cultura, alla tradizione culinaria e alla riscoperta di ciò che accadde quel 22 Giugno del 1636, dove i Tercios Spagnoli, Alemanni e Italiani contrastarono l’avanzata e gli attacchi delle truppe Franco Sabaude, per la difesa del Ducato di Milano.

Cliccate su questo link per il programma: Rievocazione

Presentazione libro “Le donne nel Risorgimento”

Presentazione del libro  “Le Donne nel Risorgimento”

di Stefania Mirata e Alessandro Volpato

 

Nel quadro delle celebrazioni per il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, I Cavalieri del Fiume Azzurro, Confraternita Culturale Enogastronomica di Lonate Pozzolo, sempre vicini alla valorizzazione della Storia, delle tradizioni  e, della cultura nella loro più ampia accezione, plaudono la caparbietà, passione, entusiasmo per la ricerca storica della Sig.na Stefania Mirata, appartenente al nostro Sodalizio, impegnata in questa nuova avventura editoriale.

Questa pubblicazione è un prezioso contributo alla conoscenza di un periodo cruciale per la nascente Unità della Nazione, visto attraverso le vicissitudini delle Donne nel Risorgimento, che alla stregua dei personaggi maschili più celebri hanno scritto pagine fondamentali per la storia del Nostro Paese.

Questa serata, organizzata con la  collaborazione degli Assessorati: alle Pari Opportunità signora Ausilio Angelino e della Cultura ing. Giancarlo Simontacchi, è stata organizzata per la presentazione del libro “Le Donne nel Risorgimento” ideato dalla signora Mirata Stefanina, Cavaliere  del Fiume Azzurro, con Alessandro Volpato  e la realizzazione grafica di Marco Cuccu, Cavaliere del Fiume Azzurro,  in concomitanza con l’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia.

Pensiamo sia un doveroso omaggio al sacrificio di queste Donne, non conosciute dalla maggior parte degli Italiani, ma che hanno sostenuto in vari modi con coraggio l’operato dei loro uomini, fino anche l’estremo sacrificio della vita.

La signora Mirata  sensibile alle problematiche sociali delle donne ha presenziato la serata,  raccogliendo applausi appassionati da entrambi i sessi, a significare la valenza dell’opera.

 

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Nascita della Protezioni Civile

La Nascita della Protezione Civile

serata illustrata

dall’On. Giuseppe Zamberletti

Padre Fondatore.

 

Nel quadro delle Celebrazioni per il 150° Anniversario della Proclamazione del Regno d’Italia (Unità d’Italia) i Cavalieri del Fiume Azzurro, con la collaborazione del Gruppo Intercomunale della Protezione Civile di Lonate Pozzolo e Ferno e dell’Assessorato alla Cultura di Lonate Pozzolo, hanno dato vita a una interessantissima serata che ha visto come protagonista l’Ill.mo On. Giuseppe Zamberletti, Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Padre Fondatore della Protezione Civile. Nella Sala “Ulisse Bosisio” del Monastero di San Michele di via Dante, l’Assessore Alla Cultura Ing. Giancarlo Simontacchi, Il Sig. Sindaco Rag. Piergiulio Gelosa, la Prof.ssa Stefania Mirata e il Sig. Franco Bertoni, Gran Maestro dei Cavalieri del Fiume Azzurro,  Confraternita Culturale Enogastronomica di Tornavento hanno accolto l’On. Zamberletti alla presenza di un attento pubblico. Un minuto di silenzio è stato dedicato alle vittime della tragedia che ha colpito il Giappone negli scorsi giorni. Durante la serata è stato presentato “Se la Terra Trema” libro scritto dalla compianta giornalista Alma Pizzi, nel quale viene ripercorsa l’evoluzione della Protezione Civile, attraverso il racconto dall’Onorevole Zamberletti., edito da “IL SOLE “24 ORE”

Dopo una breve introduzione sulla sua straordinaria carriera, è stato incalzato dalle domande dell’Ing. Simontacchi, moderatore della serata. Un primo quesito esplicativo è stato quello su cosa fosse la Protezione Civile,  al quale il grintosissimo Onorevole ha ricordato che il primo responsabile di quella che sarebbe diventata l’organizzazione interforze è stato nel lontano 1951 il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Raffaele Busacca, che il presidente Alcide De Gasperi nominò coordinatore delle operazioni di soccorso per l’alluvione nel Polesine.  In quel momento furono gettate le basi della figura del commissario, anche se non era ben descritta in una normativa. Il terremoto del 6 Maggio 1976 sconquassò tre province del Friuli-Venezia Giulia interessando Udine, Osoppo, Gemona, facendosi sentire fino a Gorizia, causando un migliaio di vittime. Quella tragedia  delineò la nomina di un commissario, portando all’improvvisazione della macchina della Protezione civile ad evento accaduto. Il 23 Novembre 1980 la terra dell’Irpinia si scosse, colpendo la Campania centrale e la Basilicata centro-settentrionale, provocando tremila morti.  Coloro i quali parteciparono alle operazioni di soccorso in queste due sciagure, come lo stesso Onorevole Zamberletti, posero all’attenzione della classe politica e all’opinione pubblica il quesito relativo alla Protezione civile, non come organizzazione che presiedesse il coordinamento dei soccorsi all’indomani di eventi calamitosi, bensì affrontasse le problematiche della previsione e della prevenzione delle catastrofi. Nel momento in cui le conseguenze non riescono ad essere evitate, le catastrofi evitabili sono quelle causate dall’operato dell’uomo; in questo caso la Protezione configura l’attività di soccorso. Lo scopo principale della Protezione civile è la coesione delle varie organizzazioni dello Stato o anche del privato sociale, come il volontariato, in qualità  di membra di un sistema. Tale amalgama ha ingenerato frizioni e polemiche tra vari compartimenti del Ministero dell’Interno, come i Vigili del Fuoco, poco propensi a vedere parificate alcune loro peculiarità/specificità professionali con i componenti volontari della Protezione Civile. Il problema della Protezione Civile è di non diventare un’entità distaccata bensì lo Stato Maggiore Generale, come se fosse quello della Difesa,  non come sola forza armata, ma come “cervello” delle forze in armi. Quindi la Protezione Civile deve sovraintendere tutte le amministrazioni dello Stato e non che si prefiggano di prevedere, prevenire e correre in aiuto. La marcia in più della Protezione Civile si basa nell’enfatizzazione del compito degli enti locali. Il Sindaco assolve il compito di Comandante in capo di ogni operazione a livello locale, annullando così il rischio di deresponsabilizzazione degli enti stessi. Alcuni componenti il pubblico presente in sala hanno esaltato l’interessamento dell’Onorevole Zamberletti alla causa lonatese, negli anni ’80, in cui la cittadina ha avuto grossi aiuti in termini di infrastrutture, portandola all’eccellenza in termini di qualità ed efficienza, utilizzando in un primo momento delle strutture poste nelle aree terremotate e successivamente utilizzate per venire incontro a realtà di disabilità sociale. La poliedricità della Protezione Civile è anche questa! La curiosità ingenerata dall’esperienza dell’Onorevole Zamberletti avrebbe fatto sì che la serata si sarebbe prodigata a lungo, ma l’ora tarda ha sancito il termine dell’intervento, con lo scambio degli omaggi tra i rappresentanti dell’Amministrazione Comunale, dei Cavalieri del Fiume Azzurro con il prestigioso ospite. La sorpresa da parte degli organizzatori è stata la mancata partecipazione da parte degli altri sodalizi “culturali” invitati alla serata, che hanno perso una ghiottissima occasione per conoscere una Pilastro Portante della Nostra Nazione, nel 150° della sua Nascita, vanto per l’Italia appunto, invidiato da tutto il mondo per la sua grande intuizione ed esempio.

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Presentazione del Libro “Brandelli di Ricordi”

Presentazione del Libro 

“Brandelli di Ricordi”

Una bambina nell’inferno di Cassino

Prof.Tecla Massarotti Longoni

4 Novembre 2010

La serata è stata organizzata con la collaborazione dell’assessore alla Cultura Ing.Giancarlo Simontacchi grazie all’interessamento di Stefanina Mirata, amica e collega dell’Autrice.

La notorietà dell’autrice, nativa di Gallarate , ma trasferitasi con la famiglia a Pietravairano dal padre istruttore A.M. ai primi bombardamenti su Milano, il paese che ha subito come Montecassino la distruzione totale, ha fatto modo che in sala ci fosse un pubblico attento e interessato alla presentazione perché l’avvincente racconto di episodi  vissuti in prima persona, hanno calato gli astanti nel clima che poteva avvolgere gli abitanti del paese sfollato di Pietravairano, vicinissimo a Montecassino.

Alla fine un caloroso applauso ha posto termine alla presentazione, ci riteniamo soddisfatti  del Nostro impegno nel far conoscere parte della Storia , cosidetta minore, ma che per Noi ha più importanza perché porta a conoscenza vicende vissute sulla propria pelle.

 

 

Una Bimba nell’Inferno del Fronte di Cassino – Tecla Massarotti Longoni – Macchione Editore

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Guardia Svizzera Pontificia

500 anni di Guardia Svizzera Pontificia

1506  –  2006

7 aprile – 4 maggio 2006 di Marcia Celebrativa 

Il 21 giugno 1505 Papa Giulio II chiese alla Confederazione Svizzera di inviargli una guardia del corpo di 200 uomini. Nell’ inverno del 1505-1506 i primi 150 uomini,al comando del capitano Kaspar von Silenen partendo dai territori nazionali di Lucerna e Zurigo, marciarono verso Roma, probabilmente attraversando il passo del San Gottardo malgrado i rigori dell’ inverno.

Il 22 gennaio 1506 entrarono a Roma attraverso Porta del popolo, dopo aver percorso il tratto italiano della via Francigena ed arrivarono davanti all’antica Basilica di San Pietro, dove il Papa li benedisse. Poi si recarono alle loro abitazioni e presero subito servizio. Esso consisteva nella custodia palatii, nella guardia al palazzo apostolico. Questo giorno è considerato il giorno di fondazione della Guardia Svizzera.

Cinquecento anni dopo il loro compito è rimasto identico, con la stessa uniforme multicolore e le armi di allora.

In occasione dell’anno giubilare un’ottantina di ex guardie svizzere sono partite il 7 aprile da Bellinzona dando così inizio alla marcia di 723 Km. che ha  raggiunto la Città Eterna il 4 maggio, giorno del giuramento delle nuove Guardie del Papa, svoltosi per la prima volta  in Piazza San Pietro. Il percorso sviluppatosi in 27 giornate di cammino è stato effettuato cercando di mantenere anche un’ atmosfera spirituale e religiosa; quest’ultimo aspetto è stato curato dal soldato – cappellano Don Pirmin Zinali e ripercorrendo sentieri lontani dai luoghi abitati, tranne per le tappe in località di rilevanza storica per le Guardie Pontificie.

L’ organizzazione e lo svolgimento, sono stati coordinati da Eugenio  Rüegger membro del comitato organizzativo

 “500 anni Guardia Svizzera“, che si è avvalso della collaborazione di un folto gruppo di ex guardie, di persone competenti nei campi della medicina e dalla logistica e dell’ assistenza del Corpo Forestale dello Stato,del M.A.S.C.I.

( Movimento Adulti Scouts Cattolici Italiani) e della Confraternita dei Romei della Via Francigena.

Sabato 8 aprile una folla numerosa ed alcune associazioni,  ha accolto calorosamente il corteo presso il

 Ponte di Oleggio nel piazzale del ristorante “c’era una volta“ che giungeva lungo il fiume Ticino preceduto dai

Cavalieri del Fiume Azzurro“, alcuni a cavallo e dal gruppo storico “ Saboya 6 “ in costume secentesco.

Giunti dinnanzi alle autorità locali che attendevano, spontaneamente si è creato un clima di festa e di gioia e dopo i discorsi di benvenuto fatti dal vicesindaco Giancarlo Simontacchi e dal Gran Maestro Angelo Fornara, in un piacevole fuori programma abbiamo ricevuto ,con uno spontaneo scambio di ricordi dell’avvenimento, anche un gagliardetto del corpo pontificio mentre a Rügger sono stati donati il nostro gagliardetto ed uno stemma associativo. Un momento conviviale ha concluso questa giornata così importante per la nostra comunità.

L’indomani, 9 aprile, dal medesimo punto ripartiva il corteo preceduto dai figuranti del Gruppo Saboya 6 per raggiungere , nei pressi della Castellana un pioppo nero secolare, dove ai suoi piedi è stata scoperta dal Sindaco e dal colonnello Alois Odermatt la targa a ricordo del passaggio delle Guardie Pontificie. Il Sindaco ha donato uno stemma del comune di Lonate Pozzolo ed il Gran Maestro dei Cavalieri del Fiume Azzurro le insegne della Confraternita impegnata nel diffondere la conoscenza del territorio, le tradizioni e la storia, non ultima quella della Battaglia di Tornavento.

Il discorso del Sindaco e la benedizione alla lapide da parte del Parroco Don Giuseppe Maggioni, che ha rivolto il saluto di tutta la comunità al Santo Padre, hanno concluso questo importante avvenimento storico che dovrà essere vivo nella storia e tramandato alle future generazioni.

Scroscianti applausi salutavano il passaggio del drappello elvetico, seguito da un mezzo del Corpo Forestale che portava un tiglio selvatico destinato ai giardini Vaticani , che proseguiva nello storico percorso verso la casa del successore di Pietro. A Lonate rimane , a testimonianza dell’ evento, la targa con il seguente testo:

 

1506 – 2006

populus nigra ( pioppo nero)

testimone della “ marcia celebrativa“

3^ tappa – Lonate Pozzolo

Km 54 – 9 aprile 2006

GusrdiaSvizz_Autorità, Guardie Svizzere, Saboya 3 GusrdiaSvizz_Foto di Gruppo GusrdiaSvizz_guardie-svizzere-8-109 GusrdiaSvizz_guardie-svizzere-8-115 GusrdiaSvizz_guardie-svizzere-8-117 GusrdiaSvizz_guardie-svizzere-8-133 GusrdiaSvizz_guardie-svizzere-8-136 GusrdiaSvizz_guardie-svizzere-8-137 GusrdiaSvizz_guardie-svizzere-8-138 GusrdiaSvizz_guardie-svizzere-8-142 GusrdiaSvizz_guardie-svizzere-8-148 GusrdiaSvizz_guardie-svizzere-8-150 GusrdiaSvizz_guardie-svizzere-8-154 GusrdiaSvizz_guardie-svizzere-8-168 GusrdiaSvizz_guardie-svizzere-203 GusrdiaSvizz_guardie-svizzere-209 GusrdiaSvizz_guardie-svizzere-210 GusrdiaSvizz_guardie-svizzere-211 GusrdiaSvizz_guardie-svizzere-220 GusrdiaSvizz_guardie-svizzere-235 GusrdiaSvizz_Partenza GusrdiaSvizz_Associazioni e Saboya 3

Gemellati Dalla Storia

Gemellati dalla Storia_1Tramite il Cavaliere Ugo Sanguineti, abbiamo avuto l’onore di fare la conoscenza del Colonnello Spagnolo Aime Coll, in quel periodo facente parte del  Contingente Iberico presente presso la Caserma di Solbiate Olona “Ugo Mara”, Sede del Comando N.R.D.C. della N.A.T.O,

Il destino volle che fosse amico del Generale Comandante il Reggimento Saboya n° 6 con sede a Badajoz nell’Estremadura in Spagna. Si scoprì che i precursori del Saboya n° 6 appartenevano al Tercio Saboya 3 presente alla Battaglia di Tornavento del 22 Giugno 1636.

Cogliendo l’occasione, chiedemmo la possibilità di reperire notizie negli archivi del reggimento. Messosi in contatto con il suo amico, produsse una voluminosa documentazione al riguardo.

A coronamento di tutta questa operazione, si decise di organizzare una serata, all’interno della quale effettuare la cerimonia di gemellaggio, scambia

ndoci le relative insegne.

 Scambio Crest dei Cavalieri del Fiume Azzurro e del RIMZ SABOYA N.6

Scambio Crest dei Cavalieri del Fiume Azzurro
e del RIMZ SABOYA N.6
 Foto di gruppo con i Cavalieri del Fiume Azzurro e il Col. Coll del RIMZ SABOYA N.6

Foto di gruppo con i Cavalieri del Fiume Azzurro
e il Col. Coll del RIMZ SABOYA N.6

Rinomina degli Scaricatori del Naviglio Grande da Tornavento a Nosate

 

Rinomina scaricatori e sfioratori

 

Il Naviglio Vecchio, il cui primo scavo iniziò nel 1177, proseguì nel 1256 , primo canale navigabile dell’Europa, inizia il suo percorso alla cosidetta “bocca di Pavia “ a Tornavento tramite una derivazione dal Ticino a Tornavento, frazione del comune di Lonate Pozzolo .

Questa derivazione è ottenuta tramite la “Paradella degli Spagnoli” , che consiste in una piattaforma inclinata di lastroni di serizzo, tenuti assieme tramite agganci in ferro piombati, così si usava nei tempi passati per legare tra loro i manufatti di pietra. Poi  lo “Sperone”sorta di spartiacque atto a sostenere l’impeto della corrente anche nei periodi di piena come  è capitato nel corso dei secoli ed anche in questi anni.  (Questi manufatti potete trovarli nei links del nostro sito)

Orbene, le acque derivate iniziando il loro percorso per arrivare a Milano, a seconda del livello del Ticino potevano anche aumentare in maniera pericolosa per Milano, difatti se il livello si alzava Milano poteva essere allagata, (il livello era controllato tramite un incaricato e il “Navigliometro” rimando al suo Link nd.a.) come si può ben immaginare, per questo sono stati creati questi “scaricatori e sfioratori”.

Gli scaricatori consistono in chiuse da aprire o chiudere manualmente tramite meccanismi a ingranaggi, gli “sfioratori” erano fissi l’acqua debordava automaticamente se aumentava.Ancora oggi si possono ammirare sulla sponda opposta dell’alzaia tra l’incile e Nosate.

Di competenza per la manutenzione è l’Enel, la quale aveva numerato questi manufatti  per questo abbiamo chiesto all’ente la possibilità di scrivere i nome Storici di ognuno di essi.

Riconosciuto il valore storico dell’iniziativa, abbiamo ottenuto il benestare, cosi abbiamo dato inizio all’operazione.

Il primo e meglio conservato “Il Raniero”, ne parliamo dettagliatamente nel link “Recupero Reperti”.

Il secondo “detto delle Ghiaie” o Marinone si trova nei pressi della Castellana, altro edificio storico, vi soggiornò il Duca de Crequì durante i giorni dell’invasione e della successiva Battaglia di Tornavento del Giugno 1636.

A seguire il ”Poras” 1709 uno dei Governatori spagnoli del Ducato di Milano.

Scaricatore “Ferdinando” anch’esso Governatore

Sfioratori ”Fagnano superiore e Inferiore” I Fagnano erano una famiglia nobile di Milano.

Sfioratore “Croce” famiglia di Notai di Lonate

Scaricatore “di Tinella”ai tempi faceva comune a sé, in luogo c’era un mulino importante, serviva a tutta la popolazione dei comuni vicinori, demolito nel 1903 per la costruzione del Nuovo Naviglio, che serve ancora oggi a portare acqua alla centrale idroelettrica di Turbigo detta il “Turbighetto”, eliminando il tratto Tornavento, Nosate.

Scaricatore di “Nosate” , ultimo prima di Turbigo.

Sfioratore Fagnano Superiore 2 Sfioratore Fagnano Superiore Sfioratore Ferdinando 2 Tratto di Fondo Acciottolato nuovi scaricatori 001 nuovi scaricatori 002 nuovi scaricatori 003 nuovi scaricatori 004 nuovi scaricatori 005 Ponte Turbigaccio Scaricatoio Rainerio 2 Scaricatore Croce 2 Scaricatore Croce Scaricatore di Nosate Scaricatore Ferdinando Scaricatore Nosate Scaricatore Poras Scaricatore Rainero Sfioratore Fagnano Inferiore 2 Sfioratore Fagnano Inferiore

 

 

Intitolazione di una sala al N.H. Giandomenico Oltrona Visconti

N. H. Giandomenico Oltrona Visconti
N. H. Giandomenico Oltrona Visconti

A Tornavento, sulla strada del Gaggio, che porta al Ticino, dal 1770 esiste un edificio adibito a Dogana del Regno Lombardo-Veneto.

La strada del Gaggio era la strada che portava in Piemonte fin dai tempi antichi. Giunti al fiume un traghetto a fune trasportava passanti, carri e carrozze all’altra sponda, che a quei tempi era il Regno di Sardegna, di quà il Regno Lombardo-Veneto  per l’appunto.

Questo edificio  dopo molti passaggi di proprietà è giunto all’Amministrazione del Consorzio Parco Lombardo del Ticino.

La Direzione ha così deciso di adibirlo a sezione staccata  del parco Nord , dopo i lavori di ristrutturazione ,  ha adibito le varie sale a: uffici, sale museali, ed espositive , proiezioni, ed altro.

Nel 2001,tramite l’allora Presidente del Parco Ticino arch. Luciano Saino , ci fu consentito, con la sensibilità del Vice Presidente Dott. Maggioni, di dedicare

la sala principale dell’ edificio al I° studioso della Battaglia di Tornavento, nonchè  Cavaliere ad Honorem : N.H. Gian Domenico Oltrona Visconti. Un pubblico riconoscimento ad un grande e modestissimo uomo , che tanto fece per riscoprire la Storia Locale, senza ricercare pubbliche benemerenze e che Ci ha onorato, ospitandoCi fin dal primo anno, nella sua Villa di S.Antonino per i Nostri Capitoli Annuali e per l’Investitura di Nuovi  Cavalieri.

In particolare fu Presidente della Società degli Studi Patrii di Gallarate  e stimato ricercatore presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano .

A Lui si deve la scoperta per primo ,dei manoscritti riguardanti la Battaglia di Tornavento,  in Spagna, oltre che in Francia.

La Targa affissa nella sala principale della Sede del Parco Ticino, presso la Dogana Austro - Ungarica
La Targa affissa nella sala principale della Sede del Parco Ticino, presso la Dogana Austro – Ungarica

Ippossidra: la Rinascita

Ippossidra: la Rinascita  “La Ferrovia di Barche da Tornavento a Sesto Calende”

Sull’onda dell’entusiasmo per il successo ottenuto per la presentazione del volume sull’IPPOSIDRA, già nella serata del 12 Ottobre 2002, abbiamo voluto concretizzare il progetto. Abbiamo proposto a tutti gli interessati: agli Autori,alle Amministrazioni Locali, al Parco del Ticino la dislocazione di  cinque teche d’ informazione, nei luoghi principali del tragitto.

Il direttore del Parco Ticino, Dottor Dario Furlanetto si era  impegnato nel procurare le teche e renderle fruibili  , il professor Ogliari nella stesura di testi e fotografie tratte dal suo libro, le Amministrazioni a concedere le autorizzazioni necessarie, Noi nell’organizzare la giornata

Detto, fatto!

Il 9 Febbraio 2003, nel 158 ° anniversario della prova di attiraglio (che è consistita nel trainare un carro e relativo barcone dalla darsena a Tornavento su per la salita fino al piano della brughiera, peraltro riuscita perfettamente) nei pressi dell’allora Darsena, al freddo invernale un folto pubblico ha assistito all’inaugurazione della prima teca.Spiegata la funzione del percorso e di quanto illustrato nei pannelli, a Somma Lombardo nei pressi del ponte sullo Strona e della stazione di cambio dei cavalli la seconda tappa. Si proseguì per i Gruppetti a Golasecca, dove fu possibile solo illustrare  come avvenisse allora la discesa, successivamente a Sesto Calende, in prossimità della confluenza del Rio Oneda , il Capolinea dell’Ipposidra dove era situato il manufatto col meccanismo di salita che si può vedere in fotografia sul libro, poi ultima sosta in piazza Guarana: la Piarda.Ma non è finita qui:In futuro ci sarà la creazione di un “MUSEO ALL’APERTO DELL’IPPOSIDRA” a Tornavento, che siamo in procinto di realizzare.

Carlo Cattaneo Ideatore del Progetto "Ipposidra"
Carlo Cattaneo
Ideatore del Progetto “Ipposidra”
Il Dott. Cillufo in prossimità di una Capannina
Il Dott. Cillufo in prossimità di una Capannina
Pubblico davanti alle “Capannine”
Pubblico davanti alle “Capannine”
Frontespizio dello Statuto
Frontespizio dello Statuto
Ambrogio Milani, Ricercatore locale,  illustra l’Ipposidra.
Ambrogio Milani, Ricercatore locale, illustra l’Ipposidra.
 Cartina con il percorso della Ferrovia delle Barche

Cartina con il percorso
della Ferrovia delle Barche
Il Prof. Ogliari e i Cavalieri del Fiume Azzurro
Il Prof. Ogliari e i Cavalieri del Fiume Azzurro

Capitolo 2013

Oleggio Domenica 2 Giugno 2013

Quest’anno abbiamo varcato il  confine col Piemonte per recarci a Oleggio, città vicinoria con Lonate Pozzolo, con cui si ha legami ultracentenari.

Il motivo è stata la vista al locale Museo Civico Archeologico Etnografico “Carlo Giacomo Fanchini” che da oltre 60 anni raccoglie testimonianza del passato: dai reperti celtico-romani della civiltà di Golasecca, ai più recenti sulla civiltà contadina.Una visita che ha entusiasmato i Confratelli che Ci hanno onorato della loro presenza:dal Magistero dei Bruscitti da Busti Grandi, ai Confratelli del Tapulon di Borgomanero, al Gorgonzola di Cameri, alla Pera Madernassa di Guarene, i Cavalieri del Sambayone Noijset di Chivasso e gli Amici dell’Accademia della Costina di Coarezza.

Presente anche l’assessore al Commercio di Lonate Pozzolo signor Antonio Patera, che partecipa attivamente alle nostre iniziative, in special modo alla Rievocazione Storica della Battaglia di Tornavento.

Accompagnati nella visita dall’espertissimo  responsabile Jacopo Colombo che con entusiasmo e competenza, ha spiegato tutti i reperti e tantissimo altro della vita dell’ex monastero ora adibito a tale scopo voluto dal concittadino a cui hanno dedicato il Museo.

Al termine, il Convivio al ristorante Bertoni a Tornavento come da tradizione iniziato con pesciolini fritti e salvia dorata oltre ad altri stuzzicanti aperitivi.

Lo spartito è stato improntato su piatti della tradizione locale, con il piatti forte “Punta di vitello al forno con cipollotti glassati” che ha riscosso il maggior successo.

Al termine è stato intronizzato “ad Honorem” il nostro fotografo ufficiale: Apppartente ad un Ordine Cavalleresco  importante: Franco Arcuri, che da svariati anni immortala le nostre iniziative sia conviviali che rievocative della Nostra Battaglia arrivata quest’anno alla diciassettesima edizione: sabatao 29 e domenica 30 Giugno.

Il nostro dono è stato la stampa con rappresentato il simbolo del Museo: la cisterna che tronegia nel cortile interno. Inoltre prodotti offerti dal Consorzio Produttori della Valle del Ticino e consegnati direttamente dal Presidente signor Passerini.

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Capitolo 2012

Capitolo XVI

Domenica 3 Giugno 2012

 Quest’anno il Nostro capitolo si è incentrato su un argomento che è un po’ il simbolo della Provincia di Varese: “IL VOLO”, difatti la rinomanza è dovuta al fatto che nella Brughiera Gallaratese, si è sviluppata per primo  la maggior e prestigiosa industria dell’aviazione italiana: CAPRONI.

Un nome storico che per il genio e la caparbietà dell’ingegnere Gianni Caproni col supporto di suo fratello Federico, superando avversità di natura sia finanziaria sia  di scetticismo se non di sabotaggio da parte delle Autorità dell’epoca, fondò questa industria che addirittura venne presa a modello dagli americani che su questi progetti incominciarono a sviluppare la loro aviazione. Nel libro edito dalla famiglia Caproni “1910-1913” TRE ANNI DI AVIAZIONE IN BRUGHIERA Sommolago Comune di Arco,

le vicende sono descritte molto bene.

Attualmente il tutto è rappresentato dal museo di “VOLANDIA” voluto dall’amministrazione della provincia di Varese con la partecipazione dei comuni limitrofi, che Noi e i Nostri Ospiti abbiamo visitato domenica 3 Giugno.

Una visita che ha lasciato tutti Noi la voglia di ritornare per ripercorrere l’entusiasmante percorso esposto, una sola volta non è sufficiente a imprimere nella memoria tutto.

Il proseguo si è svolto al ristorante F.Bertoni, già sede dei Cavalieri fin dalle origini, dove si è consumato il Convivio Tradizionale a sugello della giornata.

Il menu è stato incentrato su ricette di tradizione della “Brughiera” servito nel salone delle feste, al termine del quale si è proceduto alla nomina del nuovo Cavaliere dottor Franco Barzaghi, figlio di un nostro Confratello Socio Fondatore Cesare, insomma la “Tradizione continua”, questo ci fa ben sperare per un futuro dell’Associazione.

Come da tradizione abbiamo fatto realizzare dalla bozzettista Elisabetta Guglielmo  una stampa che è qui raffigurata che abbiamo donato alle Confraternite presenti oltre a alcuni prodotti offerti dal Consorzio Parco Ticino, allo scambio dei doni, dandoci appuntamento al prossimo Capitolo.

In giardino:

Mundeghit

Pesciolini fritti

Salvia dorata

Lista delle vivande

Insalata alla Savoiarda

Cipolle ripiene di magro

Rondelle di lavarello  in carpione leggero

Asparagi in salsa olandese fredda

Vitello tonnato alla mia maniera

§§§

Risotto con zucchine coi suoi fiori e zafferano

Lasagnette al forno con  funghi misti

e

§§§

Faraona al limone

Con

Patate alla salumiera

Giardinetto di verdure

§§§

Zabaione alla fragoline di sottobosco

Diplomatica

Mustazzit del Sacro Monte

§§§

Caffè al samovar

Dolcetti di Varese

§§§

Si ringraziano le seguenti Confraternite:

F.I.C.E.                                                                                          

-CONFRATERNITA DEL SAMBAJON E DIJ NOASET CHIVASSO    

-ASS.NE “LA BACCHEIDE” MILANO                                                   

-.CONFRATERNITA DEL FRITTO MISTO “FRICIA”        DI CREA            

-ACCADEMIA DELLA COSTINA DI Coarezza                                     

-CAVALIERI DI ADELASIA         di Alassio                                                 

-CONFRATERNITA DEL GORGONZOLA DI CAMERI –                     

ANTICA CUNSURTERIJA DAL  TAPULON   BORGOMANERO                  

-CONFR DEL SALAM D’ILA DUJA E DEL FIDIGHIN NOVARESI           

-MAGISTERO DEI BRUSCITTI da BUSTI GRANDI BUSTO A.           

Ass.”TAVOLA VENETA “ di Valdobbiadene                                           

-ORDINE DELL’AMARENA E DEL NEBBIOLO DI SIZZANO

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Capitolo 2011

XVI CAPITOLO Domenica 5 Giugno 2011° a Tornavento

Per l’Anniversario del 150° dell’Unità d’Italia, abbiamo organizzato un Capitolo degno della giornata.

Il  ritrovo con una tradizionale  abbondante colazione tipica al ristorante Bertoni sede dell’associazione, a seguire con un Cicerone d’eccezione, il nostro CFA ad Honorem Ambrogio Milani, gli Ospiti sono stati guidati  nella visita all’incile dello storico Naviglio Grande, dove anni orsono abbiamo posato una lapide che ricorda l’avvenimento in tutta la suaStoria.

Nelle vicinanze si pu ò ammirare un cippo posato nel 1819 in onore dell’Arciduca Rainieri,Vicerè del Lombardo Veneto in occasione di un rifacimento dello Sperone e della Paradella, che potrete ammirare nella  sua ultima sistemazione a cura del Parco del Ticino.

Si è proseguito con la visita alla centrale idroelettrica automatica di Tornavento, grazie all’interessamento del direttore ing.Matteo Salvini, occasione rara solo per i Nostri Ospiti.

La centrale termoelettrica di Tornavento (1901-1912)
All’inizio del Novecento, l’esperimento a trazione elettrica della linea ferroviaria “Varesina”, portò – da parte delle Strade Ferrate del Mediterraneo – alla costruzione di una centrale termoelettrica  in  territorio di Tornavento. Si tratta di una delle prime centrale del genere, visto che la prima in termini assoluti  nell’Europa continentale fu quella di Santa Radegonda a Milano, messa in servizio  nel 1883. La centrale termoelettrica di Tornavento comprendeva otto caldaie di costruzione Franco Tosi che producevano vapore alla pressione di 12 Kg/cmq, le quali alimentavano delle motrici a vapore compound del tipo  Sulzer a tandem della potenza di 1038 KW, volano ed           alternatore trifase diretta mente accoppiato da 750 KW, 12 KV e frequenza di 25 periodi. Non  sono chiare le ragioni che portarono  all’abbandono e alla demolizione della centrale della quale, Non sono chiare le ragioni che portarono all’abbandono e  alla demolizione della centrale della quale, alcune tracce, sono ancora oggi inglobate nella cantina di una casa civile.  Terminato il tour, si è ritornati al  ristorante dove è stato servito un  aperitivo in giardino.  A seguire  un pranzo, le cui ricette sono state estrapolate dal libro “ Pranzo al Quirinale” preparato in occasione dell’insediamento da parte del Re Vittorio Emanuele II.  a Roma come Capitale d’Italia il 2Luglio 1871.  Alcune ricette sono di Giovanni Vialardi, capocuoco alla corte  di Carlo Alberto e  Re .

Altra ricercatezza è stata la diffusione delle musiche che all’epoca hanno rallegrato il pranzo: dalla Marcia Reale, Marcia della Brigata  Guardie del Regno di Sardegna,La Traviata di Verdi e molte altre. E’ stata donata  una copia del menu ad ogni Confratello. E’ seguito  l’intronizzazione dei  Nuovi Cavalieri e lo scambio dei doni. Una copia di un libro curato dalla nostra Socia Stefanina Mirata e da Alessandro Volpato dal titolo “LE DONNE NEL  RISORGIMENTO, è stata donata ad ogni Confraternita. Troverete le notizie sul link “INIZIATIVE”

Una esposizione di menu d’epoca originali a cura del CFA ad Honorem Pietro Tenconi.

Copia della stampa d’epoca della Centrale di Tornavento del 1901 .

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Capitolo 2010

 

Capitolo XIV

Prima domenica del mese di 6 Giugno anno 2010 .

La Nostra Confraternita ha organizzato nella mattinata un tour in Brughiera precisamente sulla via Gaggio, via antichissima , il toponimo longobardo e deriva da gahagi,gahadium(bosco sacro, recintato) bosco riservato agli Arimanni, nella gerarchia longobarda:uomini liberi atti alle armi.

Si ha notizia di una “bardia de Gadio nel 1333 e un prato di “Gazio” in una pergamena del 1353.La strada, probabilmente romana, assume importanza in epoca altomedioevale, mentre medioevale è la parallela Strda Maggiore che portava ai mulini o Molinelli, romana invece è la strada  di Tribio, da “Trivium”incrocio di tre vie e Semeda, da semita,cioè strada.

Anche la zona di Gaggio fu interessata alla battaglia di Tornavento del 22 giugno 1636, tra gli spagnoli del Marchese di Leganes,governatore di Milano e i franco-sabaudi di Charles de Crequy, maresciallo di Francia. Di questo episodio rimandiamo la lettura ad altro link.

Rimase sempre importante perché permetteva di arrivare al “Porto di Oleggio”ossia al traghetto che faceva servizio sul Ticino per andare in Piemonte, prima dell’apertura del ponte di ferro nel 1898, che resiste tutt’ora all’usura del tempo ed anche ai ripetuti bombardamenti alleati durante la seconda guerra mondiale.

Dopo l’apertura del ponte perse di importanza se non per i contadini locali a raggiungere i prati a valle adibiti a fieno che producevano in abbondanza.

Dopo che era stata inglobata nella zona di esercitazione militare,  è stata   recuperata da parte di un Comitato capeggiato da Ambrogio Milani, che l’ha riportata al suo stato originario e abbellita ulteriormente da stazioni che raccontano con cartelli ed oggetti originali di uso comune della vita e del lavoro che i nostri Avi conducevano.

Nonché reperti anche archeologici , tratti di strada antica  e tanto altro ancora,  insomma tutta la Storia che la strada ha vissuto:testimone muta .

Lavoro di recupero, restauro e divulgazione del Milani tanto che è stato encomiato dall’Ente Parco Lombardo della Valle del Ticino con una targa esposta alla Vecchia dogana Autro-ungarica sede dell’ente, edificio che fungeva da controllo, quando il confine col Piemonte era il fiume Ticino.

Naturalmente Cicerone è stato lo stesso Milani socio ad Honorem della Confraternita, che ha successivamente accompagnato la comitiva a visitare la chiesetta della Maggia, piccola ma molto suggestiva da dove si gode un panorama della Valle del Ticino,  al cui interno è raffigurato in affresco uno stemma riproducente un motto: “sustinent ossa triunphum” il successo si sostiene sui morti”, frase che racchiude molte verità.

Tutto ciò illustrato te spiegato ai nostri Ospiti che a malincuore hanno fatto ritorno al ristorante Bertoni, dove hanno potuto rincuorarsi e ritemprarsi con un pranzo a base di ricette elaborate con i prodotti locali e del fiume.

 

15° Capitolo Gastronomico

6 Giugno 2010

 

Minuta

§Pane e grissini a lievitazione naturale

 Stuzzicherie

 Millefoglie di trota affumicata con le sue uova ,  insalatina e citronette

Risotto Carnaroli con la tinca e piselli

Lasagnette integrali con funghi misti

Faraona laccata al miele e spezie

Giardinetto di verdure

Torino di patate

Semifreddo allo yogurt naturale all’amaretto

Salsa di fragoline

Frutti di sottobosco

I frollini

Caffè servito al samovar

Dolcetti di Tornavento

Vini:

Prosecco

 Bianco di Custoza d.o.c.g.

Cantine Pasqua

Morellino si Scansano d.o.c.

Produttori del Morellino

Brachetto d’Acqui

Conti d’Elsa d.o.c.g.

 image104 image093 image044 image038 image037 image026 image007 image006 image004  chiesa Maggia