Castello dei Visconti di San Vito – Somma Lombardo
Il capitolo di questo nuovo anno sociale è particolarmente significativo in quanto dà vita alla nuova impronta associativa che è stata stabilita nel programma triennale dal Gran Consiglio. Abbiamo scelto di far visita al Castello di Somma Lombardo dei Visconti di San Vito. Lo splendido maniero magnificamente conservato, il cui primo nucleo originale risale al XV° secolo, custodisce nelle sontuose sale una straordinaria collezione plurisecolare di piatti da barba, unica nel suo genere e reperti risorgimentali molto rari.
Numerose le personalità e le Confraternite intervenute, tra le quali ricordiamo il Neo Sindaco di Lonate Pozzolo: Piergiulio Gelosa; il Prof. Franco Bertolli, Storico e autore di numerose pubblicazioni tra cui documenti inediti sulla “ Battaglia di Tornavento”; mentre le Confraternite rappresentate sono state: Magistero dei Bruscitt da Busti Grandi ( Busto A. – VA), Serenissima Signoria dei vini del Piave ( Oderzo -TV), Club Rho a tavola ( Rho –MI),Circolo Enogastronomico Lombardo “ La Franciacorta” ( Rovato- BS),Nobile Accademia del Prezzemolo ( Milano), Confr. Del Riso, del Vino e del Gorgonzola ( Novara),Confr. del Bollito di Guarente (Guarente-CN), Confr. del Vino e della Panissa ( Vercelli).
Al termine il trasferimento a Villa Porro in Lonate Pozzolo per il capitolo vero e proprio, con il seguente Menù:
Aperitivo all’ aperto
Buffet di antipasti
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Cascata di Parma
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Boule di frutta fresca
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Bresaola, rucola e pompelmo
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Sottile di lardo ai gherigli
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Felino al taglio
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Carpaccio di vitellone alla Provenzale
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Piovra ai cannellini e sedano
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Conchiglie di mare gratinate
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Insalata fantasia
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Risotto mantecato in forma alle punte d’ asparagi
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Piccatine di faraona all’ uvetta sultanina e porto
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Patate al gratin
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Semifreddo glassato alla vaniglia
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Caffè e digestivo
Il Sig. Sindaco di Lonate Pozzolo, Rag. Piergiulio Gelosa
L’anno è caratterizzato da diversi contatti con personaggi importanti famosi e non, che hanno portato a proficue collaborazioni in svariati campi.
Il professor Francesco Ogliari e il dottor Gaspare Cilluffo innanzitutto con il loro volume “Dal lago Maggiore a Milano – la ferrovia delle barche e i trasporti su acqua nel secolo XIX-“, la conoscenza del campione mondiale dei cercatori d’oro, Rinaldo Molaschi di Vigevano, le scoperte importanti e i lavori lungo il Naviglio Grande con il C.F.A. “Ad Honorem” Ambrogio Milani, hanno caratterizzato la parte culturale della mattinata.
Al Monastero S.Michele a Lonate ospitati dall’assessore alla Cultura Dr. Livetti, il signor Molaschi ha tenuto una dimostrazione sul lavoro di vagliatura del materiale per ricavare le famose pagliuzze d’oro.
I presenti hanno avuto modo di vedere ed anche di utilizzare le “padelle”, cimentandosi in una sorprendente “caccia all’oro”.
Il C.F.A. A. Milani, con l’aiuto di una esposizione di foto e reperti, ha illustrato la storia e la funzione dei famosi “scaricatori del Naviglio”; e i reperti trovati.
Di supporto il C.F.A. Spreafico, ha spiegato la loro funzione moderna al servizio delle centrali idroelettriche.
Il professor Ogliari e il dottor Cilluffo, hanno parlato dell’Ipposidra, ferrovia con traino dei vagoni a cavallo, ideata da Carlo Cattaneo nel 1859.
Per l’occasione, abbiamo fatto dono alle Confraternite e agli Ospiti di un piatto che riproduce la Stazione di partenza dell’Ipposidra a Tornavento, su bozzetto di Elisabetta Guglielmo, nostra entusiasta e brava collaboratrice.
Al Ristorante F. Bertoni il pranzo, supportato nel servizio di sala e cucina dagli allievi dell’Istituto G. Falcone di Gallarate, aveva come titolo:
“La cucina tipica di un territorio, non è altro che un rimescolamento di altre cucine adattate a seconda degli ingredienti a disposizione locale”
Leggendo il testo gastronomico del 1692 “Lo Scalco alla Moderna” di Antonio Latini, personaggio presente in Coorti Cardinalizie e Papali di Roma, successivamente al servizio di un alto personaggio a Napoli, si sono trovate due ricette interessanti: una relativa ad un particolare risotto, l’altra alla cassuola.
Scorrendo i paragrafi della composizione si intuisce la rassomiglianza con il risotto alla milanese , per l’uso dello zafferano; l’altro per gli ingredienti assortiti: maiale e verze comprese nella casseula, così la provocazione con i “puristi milanesi“ è venuta naturale.
Nell’estate 2002 , abbiamo avuto l’onore di fare la conoscenza del professore Francesco Ogliari, ideatore e fondatore del Museo dei trasporti di Ranco, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’ U.N.E.S.C.O., il quale aveva appena dato alle stampe il suddetto libro.
Questo volume tratta la storia in generale dei trasporti, come si può dedurre dal titolo, ma in particolare un capitolo il principale,parla di un progetto ideato da Carlo Cattaneo, sì quello delle 5 Giornate di Milano , che consisteva nel realizzare un tratto di ferrovia trainata da cavalli, da Tornavento a Sesto Calende, superando le famose “rabbie” del Fiume Azzurro, che data la forte pendenza erano molto pericolose e disagevoli, in caso di normalità: ma che si trasformavano in un ostacolo insuperabile in caso di piena o di siccità, arrecando un danno economico non indifferente a tutto il commercio che allora si svolgeva per via fluviale.
Trattandosi di un argomento così attinente il “Nostro Fiume “, non abbiamo potuto esimerci dall’ organizzare a Lonate Pozzolo la presentazione del libro.
Il Professor Ogliari , nel contempo nominato “Cavaliere ad Honorem “ed il dottor Gaspare Cilluffo, coautore, il 12 Ottobre 2002, presenziarono alla serata, organizzata in collaborazione con l’assessore alla Cultura di Lonate Pozzolo, arch Giampaolo Livetti, nella sala polivalente del Monastero S. Michele.
Fu presentata anche la “Mostra dell’Ipposidra”, con i reperti fotografici ed i manoscritti originali che erano serviti per la stesura del capitolo, messi gentilmente a disposizione dal proprietario il C.F.A. Ambrogio Milani.
La serata non poteva riuscire in maniera migliore.
La nostra soddisfazione ha avuto un proseguo inaspettato: le autorità locali ed il Parco Lombardo del Ticino, ci hanno aiutato nel realizzare il percorso “dell’ Ipossidra”.
Ma questa è un’altra storia.
Il Progetto
Iniziato materialmente nel 1857 fu terminato nel 1858. Il servizio ebbe il suo epilogo esattamente il 13 Ottobre di quell’ anno. Nel luogo dove attualmente esiste la centrale idroelettrica,a Cassinetta di Tornavento, v’era una darsena con relativi edifici adibiti a uffici, stalle e magazzini, dove i barconi, provenienti da Milano, tratti dal Naviglio Grande venivano issati ancora in acqua su carri ferroviari, dopodiché tramite cavalli e aiutati da un argano, erano trainati in salita fino al piano della brughiera, giungendo nei pressi della Cava Maggia. Da lì proseguivano dolcemente sul tratto pianeggiante fino a Somma Lombardo.
Alla periferia di Somma, iniziava la prima discesa. I carri scendevano la costa guidati da uomini che frenavano, i cavalli venivano issati a bordo , giungendo al ponte dello Strona, costruito appositamente . Qui nei caseggiati tuttora esistenti c’erano le stalle con i cavalli di cambio. Il viaggio proseguiva nella campagna fino a Golasecca, dove in Località Gruppetti, incominciava la seconda discesa. Lunga 400 metri questa era più impegnativa, con pendenza del 122,50%. Qui il carro veniva agganciato ad un cavo d’acciaio di 850 metri, i cavalli nuovamente issati sul carro e mentre lo stesso scendeva frenando,trascinava verso l’alto, sul binario parallelo, un carro vuoto equipaggiato con adeguata zavorra.
In Località Mulini di mezzo, detti della Resica, per via di una segheria che funzionava con le acque del rio Oneda, i carri con le barche arrivavano su un terrapieno a venti metri di altezza dall’ acqua, di fianco alla stazione. Una piattaforma-ascensore lunga trenta metri munita di contrappesi, mossa da una ruota ad acqua, faceva scendere in Ticino il carro con la barca. La barca veniva liberata del sottostante carro e trainata con cavalli sino alla” piarda “di Sesto Calende.
Il tempo impiegato per la risalita del fiume era così di quattro ore per una percorrenza di 17 Km., mentre la risalita controcorrente di una/due settimane per 26 Km.
Nonostante questa realizzazione, alcuni anni più tardi entrò in funzione la ferrovia Sesto Calende -Milano e così la società dell’Ipposidra fallì e pian piano scomparvero anche i manufatti.
Fonte: “Dal Lago Maggiore a Milano – La “ferrovia di Barche” e i trasporti su acqua nel secolo XIX – Di F. Ogliari e G. Cilluffo Ed. Selecta Pavia.
I Cavalieri del Fiume Azzurro e il Prof. Ogliari presso la Sala “Ulisse Bosisio” del Monastero di S. Michele a Lonate Pozzolo
Investitura a Cavaliere del Fiume Azzurro del Prof. Ogliari
Il Prof. Ogliari con alcuni componenti il Sodalizio
Questo capitolo ha segnato una svolta importante per l’Associazione.
A questo Convivio hanno partecipato illustri personaggi di fama internazionale, che hanno caratterizzato la giornata.
La collaborazione con l’Istituto ad indirizzo Alberghiero “Giovanni Falcone” di Gallarate, resa possibile dalla sensibilità del vice-preside Prof. Gomaraschi, si è attuata con la partecipazione di allievi in sala e in cucina che hanno supportato il servizio con entusiasmo.
Per quanto riguarda la specifica giornata, tutto è iniziato con la tradizionale colazione tipica varesotta.
Successivamente ci recammo a visitare l’unico mulino ad acqua ancora funzionante della Valle del Ticino nel comune di Bellinzago (NO).
Il suggestivo complesso, il cui nucleo originale settecentesco è rimasto intatto sino ai giorni nostri, è gestito dall’Associazione “Amici del Ticino” che ne curano il funzionamento e illustrano volentieri l’affascinante quanto unica messa in funzione delle macine, anch’esse originali.
La meticolosità con cui sono stati ricreati gli ambienti rurali, uniti al fascino del passato hanno colpito piacevolmente i presenti.
Uno spuntino nostrano, a base di prodotti del territorio e vini locali, offertoci dai gentili ospiti ed una foto ricordo ha posto fine alla mattinata.
Successivamente ci recammo a visitare l’unico mulino ad acqua ancora funzionante della Valle del Ticino nel comune di Bellinzago (NO).
Il suggestivo complesso, il cui nucleo originale settecentesco è rimasto intatto sino ai giorni nostri, è gestito dall’Associazione “Amici del Ticino” che ne curano il funzionamento e illustrano volentieri l’affascinante quanto unica messa in funzione delle macine, anch’esse originali.
La meticolosità con cui sono stati ricreati gli ambienti rurali, uniti al fascino del passato hanno colpito piacevolmente i presenti.
Uno spuntino nostrano, a base di prodotti del territorio e vini locali, offertoci dai gentili ospiti ed una foto ricordo ha posto fine alla mattinata.
Due scelte, una materiale e una spirituale, hanno caratterizzato quest’incontro.
I pesci del fiume azzurro: dalla modesta alborella, al pregiato e oramai introvabile temolo, al nobile storione, che si pescava anche nella nostra zona, sono stati scelti quale tema per l’occasione.
La visita ad un allevamento ittico a Marano Ticino, sulla sponda piemontese, ci ha permesso di conoscere approfonditamente il ciclo vitale dei suddetti. Successivamente a Lonate, abbiamo assistito alla santa Messa celebrata appositamente per noi ,al termine della quale abbiamo potuto ascoltare un eccellente concerto d’organo, suonato col magnifico organo Prestinari (famosissimi costruttori d’organo dell’800), appena restaurato.
Il“ LIBRO NOVO” edito nel 1557, autore: Christofaro di Messisbugo, che operò alla Corte degli Estensi a Ferrara, nominato dall’Imperatore Carlo V, Conte Palatino per i suoi meriti di scalco, gentiluomo di Corte e raffinato gastronomo, ci ha dato lo spunto per il menù del pranzo Capitolare.
Visto il tema della mattinata, non poteva essere che il seguente:
In giardino furono serviti
Pescaria di fiume fritte
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In tavola furono posti
Pane intorto, Sasamellino,
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E venne la prima vivanda
Pesce in gelatia con agliata verde
Insalata di anguille e Sparagi
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Poi venne la seconda vivanda
Mollignane in minestra
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Poi nella terza furono:
Polpette di sturione col suo sapore
Frittelle di verdure
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E nella quarta furono:
Torta di pesche
e crema francese in scutelle
con ciliege coperte di zuccaro
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Bevanda di caffè, bacetti di Tornavento
Scambio dei Gagliardetti tra i Cavalieri del Fiume Azzurro e le Confraternite presenti al Capitolo
Siamo così giunti al primo lustro di vita, anno fatidico, l’ultimo di un secolo e di un millennio.
Per la prima volta, come spiegato precedentemente, si decise di effettuare il Capitolo Culturale -Enogastronomico la prima domenica di Giugno, mentre la Rievocazione Storica l’ultima domenica.
La giornata iniziò con una sostanziosa colazione tipica varesotta, a base di piatti rinomati: dalla rusumada, al san carlin, alla panceta al bulogna, oltre alle tradizionali brioches e cappuccino.
Successivamente ci recammo a Cà della Camera, per visitare l’edificio storico del dazio e la lapide che avevamo posato nel 1998, (ne parliamo esaurientemente nel capitolo INIZIATIVE), mostrando ai convenuti anche la presa detta dello “Sperone”da cui nasce, dal Ticino, il Naviglio Grande.
Al termine il corteo si diresse al Monastero S.Michele, già sede della Biblioteca Comunale di Lonate Pozzolo, gentilmente ospitati dall’assessore alla Cultura, ove il Prof. Franco Bertolli tenne una breve conferenza sulla Battaglia di Tornavento, per far meglio comprendere l’evento trattato.
Presso il Ristorante Bertoni, allora Sede del Nostro Sodalizio, si svolse la parte gastronomica come consuetudine.
La fine del millennio diede lo spunto per il nuovo nuovo menù.
Dal ricettario: “Il Cuoco piemontese perfettionato a Parigi” di Giovanni Silvestri fu estrapolato il menù.
Nel 1700, avvenne un ricambio sulla supremazia culinaria.
Dalla fine del barocco italiano,con i sapori agrodolci, con piatti fatti più per la vista che per il palato, con abbondanza smisurata, si passò “nuova cucina francese”.
Nouvelle cuisine” ante litteram.
I Corsi e Ricorsi della Storia, anche in cucina.
Difatti in quel periodo cambiò totalmente la metodologia in cucina, la composizione delle “minute”, a tal punto che anche nella terminologia i ricettari italiani furono influenzati dal francese. Si introdussero termini quali: i “jus , i coulis, court-bouillons” etc .
Gli interminabili banchetti , furono sostituiti da sequenze organoletticamente più consone ai palati, così come oggi li intendiamo.
Il Piemonte, stante la vicinanza anche politica, oltre che geografica, fu influenzato “in primis”.
Incominciarono anche ad apparire in maniera massiccia, i nuovi prodotti provenienti dalle Americhe: pomodori, patate, cioccolata, caffè etc.
La Minuta
Primo servizio
Minestra
Sparagi col sugo di piselli
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Hors d’oeuvre
Salmone in cascia di carta
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Secondo servizio
Entrée
Matelote alla Generale
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Terzo servizio
Trasmesso
Ragù di pomi di terra
Pollo d’India à l’escalope
Con jus di carne
Couli di pomi doro
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Quarto servizio
Trasmesso
Rissole alla napoletana
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Quinto servizio
Composta di albicocchi
Ghiaccio alla crema di cioccolata
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Ratafià di ciriege
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Bevanda di caffè e bacetti di Tornavento
I vini abbinati : Clivio rosato, Torgaio Chianti Classico d.o.c.g., Sorelle Vin Santo della Casa Vinicola I.L. Ruffino
Foto di Gruppo dei Cavalieri del Fiume Azzurro e Pietro Tenconi
In primo piano: Tiziano Bertoni, chef del Ristorante Bertoni e il Personale di Sala in abito d’epoca.
Correva l’anno 2000, l’allora assessore alla Viabilità della Provincia di Varese Modesto Verderio, già Cavaliere ad Honorem, decise che tutte le strade provinciali avessero un nome di provenienza storica filologicamente accertato.
La provinciale che da Tornavento conduce a Somma Lombardo fu così denominata:
“Della Battaglia di Tornavento”
Il fatto storicamente accertato è l’episodio accaduto il 22 Giugno 1636 nella brughiera nelle vicinanze dell’attuale aeroporto di Malpensa, attraversata appunto dalla Provinciale.
Durante la conferenza stampa tenuta dal Presidente Massimo Ferrario, eravamo presenti in costume d’epoca a testimoniare l’importanza di questo fatto d’arme, dimenticato dai libri di storia.
Il nostro quarto Capitolo, fu l’ultimo in concomitanza con la Rievocazione Storica della Battaglia di Tornavento.
L’impegno nell’organizzarlo era tanto, quanto quello profuso per la Rievocazione Storica.
I partecipanti visitarono nella mattinata Villa Parravicino a Tornavento, con la magnifica vista sulla valle del Fiume Azzurro contornata dalla catena delle Alpi, Villa Porro a Lonate Pozzolo, col magnifico parco, di proprietà della Famiglia Bollazzi; Villa Oltrona Visconti a S. Antonino Ticino di proprietà dell’omonima famiglia . In quest’ultima fummo gentilmente accolti dal N.H. Giandomenico. Storico, giornalista che per primo scoprì le notizie sulla Battaglia del “TESINO”successivamente denominata di TORNAVENTO, ci illustrò i suoi studi.
Furono presenti in quell’occasione: il Sindaco di Luzzara (RE), che ci fornì anche notizie di un evento bellico che in epoca successiva al 1636, interessò il suo comune; il Generale Guido Amoretti, grande amico dell’Oltrona, co-autore di un capitolo di strategia e tattica militare sulla battaglia.
La Rievocazione Storica, giunta alla seconda edizione, aveva aggregato anche Gruppi Storici del vicino Piemonte, anch’essi riproponenti episodi della Guerra dei Trent’anni :il GRUPPO STORICO MILITARE DELL’ASSEDIO DI CANELLI”, avvenuto nel 1616, con personaggi che hanno partecipato ad entrambe le Battaglie.
Villa Parravicino – Tornavento
Villa Porro – Lonate Pozzolo
Villa Oltrona Visconti – Cortile Nobiliare e ascine a Sant’Antonino Ticino
L’idea nacque durante una visita a Milano nel Novembre 1997, invitati dalla Curia Milanese per i festeggiamenti della nomina di S. Ambrogio a Vescovo di Milano. Eravamo presenti nel Palazzo dell’ A.P.T. del Milanese proprio di fronte al Duomo di Milano, alla presenza di autorità civili e religiose della città.
Terminati gli interventi degli oratori, qualcuno di noi intervenne,precisando che : Tutto il Duomo di Milano è passato da Tornavento, difatti il Naviglio Grande fu ricavato dal Ticino, chissà perché a Tornavento. Ne studiò la fattibilità quel genio che fu Leonardo da Vinci.
Qualcuno dei presenti fece una promessa: procureremo una lastra di marmo di Candoglia, scolpiremo la Storia dall’inizio del Naviglio e la poseremo alla Cà della Camera.
“Detto e fatto!!”
2 Novembre 1998
Cà della Camera, alla presenza di Autorità Religiose e Civili, scolari con i loro insegnanti, si scopre la lapide con scolpite queste parole:
Con l’ultima scritta abbiamo ricordato anche S.CARLO, che proveniente da Arona , secondo la tradizione si fermò in preghiera nel luogo ove esiste un Oratorio dedicato alla S.Vergine, che i barcaioli avevano eletto a loro Protettrice nel periglioso viaggio verso il Lago Maggiore, considerato che il tratto peggiore del Ticino era da Tornavento fino a Sesto Calende.
L’Oratorio fu spazzato via dalla piena del 1600, è rimasta sola la campanella tutt’ora visibile sul tetto dell’edificio della Cà della Camera, vene suonata a martello una volta all’anno in occasione della notturna Caminàa da l’ulia” a Dicembre, organizzata dal ricercatore locale Ambrogio Milani.
Arrivo dei Barcaioli
Cà della Camera
Cortile della Cà della Camera
Campanella posta sulla sommità della Cà della Camera, appartenente all’Oratorio di S. Antonio
L’anno fu caratterizzato dalla fondazione ufficiale dell’Associazione, con Statuto notificato dal Notaio.
Era l’inizio documentato della nostra Storia.
Il Capitolo Annuale coincise con la Prima Grande Rievocazione Storica dell’evento. Nella mattinata, in località Vecchia Dogana a Tornavento, si rappresentò con personaggi in costume d’epoca, a piedi e a cavallo la “ BATTAGLIA” in tutte le fasi principali, tra lo stupore del pubblico e le Confraternite provenienti anche da altre Regioni. Si tenne poi l’Investitura Ufficiale dei Nuovi Cavalieri.
Nel pomeriggio si replicò, con un pubblico ancora più numeroso ed entusiasta.
Al Ristorante, il menù non poteva essere da meno. Fu così deciso di onorare “BARTOLOMEO SCAPPI” già Cuoco di Papi e Re. Il personaggio non era stato scelto a caso: le cronache avevano riportavano la notizia che era nato in un paesino sulle sponde lombarde del Lago Maggiore, a Dumenza. Venne naturale l’aggancio.
Infatti il Fiume Azzurro entra nel lago in Svizzera ed esce a Sesto Calende in Italia per poi passare da Tornavento e proseguire, per poi immettersi nel Po a Pavia.
Il menù tratto dal suo monumentale trattato“ OPERA” ricettario dato alle stampe nel 1570, fu il primo in assoluto ad avere il “ copyright” come è scritto in prefazione addirittura da un Papa: Pio V e fu anche sottoscritto da Cosimo de’ Medici Granduca di Toscana.
di Toscana.
Un anno così importante per il Nostro Sodalizio, rappresentò anche l’inizio di una proficua collaborazione con Enti provinciali.
Per l’occasione, il Presidente dell’A.P.T. (Azienda Promozione Turistica) del Varesotto Sig. De Mio ci donò di una serie di targhe che furono assegnate alle altre Confraternite con il tradizionale scambio di riconoscimenti.
Il Banchetto
in giardino furono serviti
Pescheria fritta
e salvia dorata
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primo servizio di credenza
Biscottelli di marzapane
Torciglioni sfogliati di sfogliatura aperta
Lingua di vitella piene in cotte in vino e Salsa verde
Cervellate di polpa di pesce e Sapore di limoncelli
Questo capitolo, sancì la bontà degli scopi dell’Associazione, difatti tra il 1996 e il 1997, si stabilirono le regole principali e la prassi per la vita associativa, si presero contatti con realtà più importanti, che incominciarono ad interessarsi di Noi.
Per la prima volta avvenne la cerimonia della nomina dei Cavalieri.
Assunse così più importanza anche il Capitolo Annuale.
L’eco che ancora facevano i vari festeggiamenti per il 500° anniversario della scoperta dell’America di Cristoforo Colombo, fu l’argomento di questo Raduno: “Il pomodoro divenuto principe della cucina italiana”
A trattare la parte culturale fu invitato il giornalista enogastronomico Luciano Imbriani, il quale aveva già dato alle stampe varie pubblicazioni di carattere gastronomico.
Nell’escursione al “ cono panoramico” sul Fiume Azzurro, in prossimità del ponte sul canale Villoresi (1882), da cui si può ammirare un’incantevole scorcio del fiume, il dottor Garatti di Lonate Pozzolo tenne una dotta spiegazione sulle vicende della Battaglia, alla presenza di Autorità locali ed un folto pubblico.
Il Gruppo Storico dei DRAGONI S.A.R. di Rivoli, successivamente tenne una dimostrazione d’armi con spari a salve, in piazza Parravicino, a rappresentare la I Rievocazione Storica della Battaglia di Tornavento.
Per l’occasione fu anche allestita presso la nostra sede, una esposizione dei preziosi reperti originali trovati sui luoghi della Battaglia,ritrovati da Ambrogio Milani, appassionato ricercatore che si dedica a riscoprire e rivalutare come noi il passato e la storia locale.
Il Primo Capitolo: il più importante ed anche il più suggestivo.
L’Alba di un’Avventura – A.D. 1996
Si è voluto onorare il Curato Comerio, dal cui diario manoscritto, trovato alla Biblioteca Ambrosiana di Milano dal N.H. Giandomenico Oltrona Visconti oltre quarant’anni fa, si sono tratti interessantissimi spunti per ricette ispirate all’anno 1636.
In questo diario, si descrivono minuziosamente tutte “ le robbe tolte dalli francesi in casa di me P Francesco Comerio,curato portionario di Lonate Pozzolo da dì 16 Giugno sin’alli 7Luglio”.
Nella lista sono elencate anche gli arredi sacri della chiesa di S.Ambrogio, le masserizie di cucina e non, generi alimentari conservati in dispensa, saccheggiati dai francesi invasori.
Nella lista sono elencate anche gli arredi sacri della chiesa di S.Ambrogio, le masserizie di cucina e non, generi alimentari conservati in dispensa, saccheggiati dai francesi invasori.
Da questo manoscritto, anche due insegnanti delle scuole elementari di Lonate Pozzolo, con i loro alunni, nel 1986 hanno effettuato ed approfondito una ricerca storico-locale sulle condizioni di vita delle popolazioni del tempo. I loro scritti sono stati inviati anche alla regina Josè di Savoia a Ginevra, ricevendone un encomio.
Una copia di questa ricerca è conservata attualmente presso la biblioteca comunale di Lonate Pozzolo, nell’ex monastero S.Michele.
In questa occasione gli alunni, hanno inoltre interessato alcuni ristoratori della zona, creando dei piatti abbinati a nomi di personaggi e luoghi della Battaglia.
Da questa iniziativa è nato il “MENU DEL CURATO COMERIO”, proposto alle Confraternite convenute al nostro primo Capitolo.
Il Primo Gran Maestro, signor Remo Pantano con il Vicario Emilio Luraschi e il Gran Cerimoniere Ugo De Vera d’Aragona, alla presenza delle Autorità Locali, di Amici e Simpatizzanti ha annunciato la nascita dei Cavalieri del Fiume Azzurro.
Il Menù
Pescheria fritta del Ticino
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Trote alla Vittorio Amedeo I°
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Stracci alla Spagnola
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Lepre alla Leganès
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Capponi del Curato Comerio
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Torta del Cappuccino
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Fragoline del Panperduto
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Vino Cocto e Bacetti di Tornavento
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I vini abbinati furono:
Bonarda rosè, Gattinara d.o.c,