La serata è stata organizzata con la collaborazione dell’assessore alla Cultura Ing.Giancarlo Simontacchi grazie all’interessamento di Stefanina Mirata, amica e collega dell’Autrice.
La notorietà dell’autrice, nativa di Gallarate , ma trasferitasi con la famiglia a Pietravairano dal padre istruttore A.M. ai primi bombardamenti su Milano, il paese che ha subito come Montecassino la distruzione totale, ha fatto modo che in sala ci fosse un pubblico attento e interessato alla presentazione perché l’avvincente racconto di episodi vissuti in prima persona, hanno calato gli astanti nel clima che poteva avvolgere gli abitanti del paese sfollato di Pietravairano, vicinissimo a Montecassino.
Alla fine un caloroso applauso ha posto termine alla presentazione, ci riteniamo soddisfatti del Nostro impegno nel far conoscere parte della Storia , cosidetta minore, ma che per Noi ha più importanza perché porta a conoscenza vicende vissute sulla propria pelle.
Una Bimba nell’Inferno del Fronte di Cassino – Tecla Massarotti Longoni – Macchione Editore
Il 21 giugno 1505 Papa Giulio II chiese alla Confederazione Svizzera di inviargli una guardia del corpo di 200 uomini. Nell’ inverno del 1505-1506 i primi 150 uomini,al comando del capitano Kaspar von Silenen partendo dai territori nazionali di Lucerna e Zurigo, marciarono verso Roma, probabilmente attraversando il passo del San Gottardo malgrado i rigori dell’ inverno.
Il 22 gennaio 1506 entrarono a Roma attraverso Porta del popolo, dopo aver percorso il tratto italiano della via Francigena ed arrivarono davanti all’antica Basilica di San Pietro, dove il Papa li benedisse. Poi si recarono alle loro abitazioni e presero subito servizio. Esso consisteva nella custodia palatii, nella guardia al palazzo apostolico. Questo giorno è considerato il giorno di fondazione della Guardia Svizzera.
Cinquecento anni dopo il loro compito è rimasto identico, con la stessa uniforme multicolore e le armi di allora.
In occasione dell’anno giubilare un’ottantina di ex guardie svizzere sono partite il 7 aprile da Bellinzona dando così inizio alla marcia di 723 Km. che ha raggiunto la Città Eterna il 4 maggio, giorno del giuramento delle nuove Guardie del Papa, svoltosi per la prima volta in Piazza San Pietro. Il percorso sviluppatosi in 27 giornate di cammino è stato effettuato cercando di mantenere anche un’ atmosfera spirituale e religiosa; quest’ultimo aspetto è stato curato dal soldato – cappellano Don Pirmin Zinali e ripercorrendo sentieri lontani dai luoghi abitati, tranne per le tappe in località di rilevanza storica per le Guardie Pontificie.
L’ organizzazione e lo svolgimento, sono stati coordinati da Eugenio Rüegger membro del comitato organizzativo
“500 anni Guardia Svizzera“, che si è avvalso della collaborazione di un folto gruppo di ex guardie, di persone competenti nei campi della medicina e dalla logistica e dell’ assistenza del Corpo Forestale dello Stato,del M.A.S.C.I.
( Movimento Adulti Scouts Cattolici Italiani) e della Confraternita dei Romei della Via Francigena.
Sabato 8 aprile una folla numerosa ed alcune associazioni, ha accolto calorosamente il corteo presso il
Ponte di Oleggio nel piazzale del ristorante “c’era una volta“ che giungeva lungo il fiume Ticino preceduto dai
“ Cavalieri del Fiume Azzurro“, alcuni a cavallo e dal gruppo storico “ Saboya 6 “ in costume secentesco.
Giunti dinnanzi alle autorità locali che attendevano, spontaneamente si è creato un clima di festa e di gioia e dopo i discorsi di benvenuto fatti dal vicesindaco Giancarlo Simontacchi e dal Gran Maestro Angelo Fornara, in un piacevole fuori programma abbiamo ricevuto ,con uno spontaneo scambio di ricordi dell’avvenimento, anche un gagliardetto del corpo pontificio mentre a Rügger sono stati donati il nostro gagliardetto ed uno stemma associativo. Un momento conviviale ha concluso questa giornata così importante per la nostra comunità.
L’indomani, 9 aprile, dal medesimo punto ripartiva il corteo preceduto dai figuranti del Gruppo Saboya 6 per raggiungere , nei pressi della Castellana un pioppo nero secolare, dove ai suoi piedi è stata scoperta dal Sindaco e dal colonnello Alois Odermatt la targa a ricordo del passaggio delle Guardie Pontificie. Il Sindaco ha donato uno stemma del comune di Lonate Pozzolo ed il Gran Maestro dei Cavalieri del Fiume Azzurro le insegne della Confraternita impegnata nel diffondere la conoscenza del territorio, le tradizioni e la storia, non ultima quella della Battaglia di Tornavento.
Il discorso del Sindaco e la benedizione alla lapide da parte del Parroco Don Giuseppe Maggioni, che ha rivolto il saluto di tutta la comunità al Santo Padre, hanno concluso questo importante avvenimento storico che dovrà essere vivo nella storia e tramandato alle future generazioni.
Scroscianti applausi salutavano il passaggio del drappello elvetico, seguito da un mezzo del Corpo Forestale che portava un tiglio selvatico destinato ai giardini Vaticani , che proseguiva nello storico percorso verso la casa del successore di Pietro. A Lonate rimane , a testimonianza dell’ evento, la targa con il seguente testo:
Tramite il Cavaliere Ugo Sanguineti, abbiamo avuto l’onore di fare la conoscenza del Colonnello Spagnolo Aime Coll, in quel periodo facente parte del Contingente Iberico presente presso la Caserma di Solbiate Olona “Ugo Mara”, Sede del Comando N.R.D.C. della N.A.T.O,
Il destino volle che fosse amico del Generale Comandante il Reggimento Saboya n° 6 con sede a Badajoz nell’Estremadura in Spagna. Si scoprì che i precursori del Saboya n° 6 appartenevano al Tercio Saboya 3 presente alla Battaglia di Tornavento del 22 Giugno 1636.
Cogliendo l’occasione, chiedemmo la possibilità di reperire notizie negli archivi del reggimento. Messosi in contatto con il suo amico, produsse una voluminosa documentazione al riguardo.
A coronamento di tutta questa operazione, si decise di organizzare una serata, all’interno della quale effettuare la cerimonia di gemellaggio, scambia
ndoci le relative insegne.
Scambio Crest dei Cavalieri del Fiume Azzurro e del RIMZ SABOYA N.6 Foto di gruppo con i Cavalieri del Fiume Azzurro e il Col. Coll del RIMZ SABOYA N.6
Il Naviglio Vecchio, il cui primo scavo iniziò nel 1177, proseguì nel 1256 , primo canale navigabile dell’Europa, inizia il suo percorso alla cosidetta “bocca di Pavia “ a Tornavento tramite una derivazione dal Ticino a Tornavento, frazione del comune di Lonate Pozzolo.
A Tornavento, sulla strada del Gaggio, che porta al Ticino, dal 1770 esiste un edificio adibito a Dogana del Regno Lombardo-Veneto.
La strada del Gaggio era la strada che portava in Piemonte fin dai tempi antichi. Giunti al fiume un traghetto a fune trasportava passanti, carri e carrozze all’altra sponda, che a quei tempi era il Regno di Sardegna, di quà il Regno Lombardo-Veneto per l’appunto.
Questo edificio dopo molti passaggi di proprietà è giunto all’Amministrazione del Consorzio Parco Lombardo del Ticino.
La Direzione ha così deciso di adibirlo a sezione staccata del parco Nord , dopo i lavori di ristrutturazione , ha adibito le varie sale a: uffici, sale museali, ed espositive , proiezioni, ed altro.
Nel 2001,tramite l’allora Presidente del Parco Ticino arch. Luciano Saino , ci fu consentito, con la sensibilità del Vice Presidente Dott. Maggioni, di dedicare
la sala principale dell’ edificio al I° studioso della Battaglia di Tornavento, nonchè Cavaliere ad Honorem : N.H. Gian Domenico Oltrona Visconti. Un pubblico riconoscimento ad un grande e modestissimo uomo , che tanto fece per riscoprire la Storia Locale, senza ricercare pubbliche benemerenze e che Ci ha onorato, ospitandoCi fin dal primo anno, nella sua Villa di S.Antonino per i Nostri Capitoli Annuali e per l’Investitura di Nuovi Cavalieri.
In particolare fu Presidente della Società degli Studi Patrii di Gallarate e stimato ricercatore presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano .
A Lui si deve la scoperta per primo ,dei manoscritti riguardanti la Battaglia di Tornavento, in Spagna, oltre che in Francia.
La Targa affissa nella sala principale della Sede del Parco Ticino, presso la Dogana Austro – Ungarica
“La Ferrovia di Barche da Tornavento a Sesto Calende”
Sull’onda dell’entusiasmo per il successo ottenuto per la presentazione del volume sull’IPPOSIDRA, già nella serata del 12 Ottobre 2002, abbiamo voluto concretizzare il progetto. Abbiamo proposto a tutti gli interessati: agli Autori,alle Amministrazioni Locali, al Parco del Ticino la dislocazione di cinque teche d’ informazione, nei luoghi principali del tragitto.
Il direttore del Parco Ticino, Dottor Dario Furlanetto si era impegnato nel procurare le teche e renderle fruibili , il professor Ogliari nella stesura di testi e fotografie tratte dal suo libro, le Amministrazioni a concedere le autorizzazioni necessarie, Noi nell’organizzare la giornata
Detto, fatto!
Il 9 Febbraio 2003, nel 158 ° anniversario della prova di attiraglio (che è consistita nel trainare un carro e relativo barcone dalla darsena a Tornavento su per la salita fino al piano della brughiera, peraltro riuscita perfettamente) nei pressi dell’allora Darsena, al freddo invernale un folto pubblico ha assistito all’inaugurazione della prima teca.Spiegata la funzione del percorso e di quanto illustrato nei pannelli, a Somma Lombardo nei pressi del ponte sullo Strona e della stazione di cambio dei cavalli la seconda tappa. Si proseguì per i Gruppetti a Golasecca, dove fu possibile solo illustrare come avvenisse allora la discesa, successivamente a Sesto Calende, in prossimità della confluenza del Rio Oneda , il Capolinea dell’Ipposidra dove era situato il manufatto col meccanismo di salita che si può vedere in fotografia sul libro, poi ultima sosta in piazza Guarana: la Piarda.Ma non è finita qui:In futuro ci sarà la creazione di un “MUSEO ALL’APERTO DELL’IPPOSIDRA” a Tornavento, che siamo in procinto di realizzare.
Il Prof. Ogliari e i Cavalieri del Fiume Azzurro
Cartina con il percorso della Ferrovia delle Barche
Nell’estate 2002 , abbiamo avuto l’onore di fare la conoscenza del professore Francesco Ogliari, ideatore e fondatore del Museo dei trasporti di Ranco, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’ U.N.E.S.C.O., il quale aveva appena dato alle stampe il suddetto libro.
Questo volume tratta la storia in generale dei trasporti, come si può dedurre dal titolo, ma in particolare un capitolo il principale,parla di un progetto ideato da Carlo Cattaneo, sì quello delle 5 Giornate di Milano , che consisteva nel realizzare un tratto di ferrovia trainata da cavalli, da Tornavento a Sesto Calende, superando le famose “rabbie” del Fiume Azzurro, che data la forte pendenza erano molto pericolose e disagevoli, in caso di normalità: ma che si trasformavano in un ostacolo insuperabile in caso di piena o di siccità, arrecando un danno economico non indifferente a tutto il commercio che allora si svolgeva per via fluviale.
Trattandosi di un argomento così attinente il “Nostro Fiume “, non abbiamo potuto esimerci dall’ organizzare a Lonate Pozzolo la presentazione del libro.
Il Professor Ogliari , nel contempo nominato “Cavaliere ad Honorem “ed il dottor Gaspare Cilluffo, coautore, il 12 Ottobre 2002, presenziarono alla serata, organizzata in collaborazione con l’assessore alla Cultura di Lonate Pozzolo, arch Giampaolo Livetti, nella sala polivalente del Monastero S. Michele.
Fu presentata anche la “Mostra dell’Ipposidra”, con i reperti fotografici ed i manoscritti originali che erano serviti per la stesura del capitolo, messi gentilmente a disposizione dal proprietario il C.F.A. Ambrogio Milani.
La serata non poteva riuscire in maniera migliore.
La nostra soddisfazione ha avuto un proseguo inaspettato: le autorità locali ed il Parco Lombardo del Ticino, ci hanno aiutato nel realizzare il percorso “dell’ Ipossidra”.
Ma questa è un’altra storia.
Il Progetto
Iniziato materialmente nel 1857 fu terminato nel 1858. Il servizio ebbe il suo epilogo esattamente il 13 Ottobre di quell’ anno. Nel luogo dove attualmente esiste la centrale idroelettrica,a Cassinetta di Tornavento, v’era una darsena con relativi edifici adibiti a uffici, stalle e magazzini, dove i barconi, provenienti da Milano, tratti dal Naviglio Grande venivano issati ancora in acqua su carri ferroviari, dopodiché tramite cavalli e aiutati da un argano, erano trainati in salita fino al piano della brughiera, giungendo nei pressi della Cava Maggia. Da lì proseguivano dolcemente sul tratto pianeggiante fino a Somma Lombardo.
Alla periferia di Somma, iniziava la prima discesa. I carri scendevano la costa guidati da uomini che frenavano, i cavalli venivano issati a bordo , giungendo al ponte dello Strona, costruito appositamente . Qui nei caseggiati tuttora esistenti c’erano le stalle con i cavalli di cambio. Il viaggio proseguiva nella campagna fino a Golasecca, dove in Località Gruppetti, incominciava la seconda discesa. Lunga 400 metri questa era più impegnativa, con pendenza del 122,50%. Qui il carro veniva agganciato ad un cavo d’acciaio di 850 metri, i cavalli nuovamente issati sul carro e mentre lo stesso scendeva frenando,trascinava verso l’alto, sul binario parallelo, un carro vuoto equipaggiato con adeguata zavorra.
In Località Mulini di mezzo, detti della Resica, per via di una segheria che funzionava con le acque del rio Oneda, i carri con le barche arrivavano su un terrapieno a venti metri di altezza dall’ acqua, di fianco alla stazione. Una piattaforma-ascensore lunga trenta metri munita di contrappesi, mossa da una ruota ad acqua, faceva scendere in Ticino il carro con la barca. La barca veniva liberata del sottostante carro e trainata con cavalli sino alla” piarda “di Sesto Calende.
Il tempo impiegato per la risalita del fiume era così di quattro ore per una percorrenza di 17 Km., mentre la risalita controcorrente di una/due settimane per 26 Km.
Nonostante questa realizzazione, alcuni anni più tardi entrò in funzione la ferrovia Sesto Calende -Milano e così la società dell’Ipposidra fallì e pian piano scomparvero anche i manufatti.
Fonte: “Dal Lago Maggiore a Milano – La “ferrovia di Barche” e i trasporti su acqua nel secolo XIX – Di F. Ogliari e G. Cilluffo Ed. Selecta Pavia.
I Cavalieri del Fiume Azzurro e il Prof. Ogliari presso la Sala “Ulisse Bosisio” del Monastero di S. Michele a Lonate Pozzolo
Investitura a Cavaliere del Fiume Azzurro del Prof. Ogliari
Il Prof. Ogliari con alcuni componenti il Sodalizio
Correva l’anno 2000, l’allora assessore alla Viabilità della Provincia di Varese Modesto Verderio, già Cavaliere ad Honorem, decise che tutte le strade provinciali avessero un nome di provenienza storica filologicamente accertato.
La provinciale che da Tornavento conduce a Somma Lombardo fu così denominata:
“Della Battaglia di Tornavento”
Il fatto storicamente accertato è l’episodio accaduto il 22 Giugno 1636 nella brughiera nelle vicinanze dell’attuale aeroporto di Malpensa, attraversata appunto dalla Provinciale.
Durante la conferenza stampa tenuta dal Presidente Massimo Ferrario, eravamo presenti in costume d’epoca a testimoniare l’importanza di questo fatto d’arme, dimenticato dai libri di storia.
L’idea nacque durante una visita a Milano nel Novembre 1997, invitati dalla Curia Milanese per i festeggiamenti della nomina di S. Ambrogio a Vescovo di Milano. Eravamo presenti nel Palazzo dell’ A.P.T. del Milanese proprio di fronte al Duomo di Milano, alla presenza di autorità civili e religiose della città.
Terminati gli interventi degli oratori, qualcuno di noi intervenne,precisando che : Tutto il Duomo di Milano è passato da Tornavento, difatti il Naviglio Grande fu ricavato dal Ticino, chissà perché a Tornavento. Ne studiò la fattibilità quel genio che fu Leonardo da Vinci.
Qualcuno dei presenti fece una promessa: procureremo una lastra di marmo di Candoglia, scolpiremo la Storia dall’inizio del Naviglio e la poseremo alla Cà della Camera.
“Detto e fatto!!”
2 Novembre 1998
Cà della Camera, alla presenza di Autorità Religiose e Civili, scolari con i loro insegnanti, si scopre la lapide con scolpite queste parole:
Con l’ultima scritta abbiamo ricordato anche S.CARLO, che proveniente da Arona , secondo la tradizione si fermò in preghiera nel luogo ove esiste un Oratorio dedicato alla S.Vergine, che i barcaioli avevano eletto a loro Protettrice nel periglioso viaggio verso il Lago Maggiore, considerato che il tratto peggiore del Ticino era da Tornavento fino a Sesto Calende.
L’Oratorio fu spazzato via dalla piena del 1600, è rimasta sola la campanella tutt’ora visibile sul tetto dell’edificio della Cà della Camera, vene suonata a martello una volta all’anno in occasione della notturna Caminàa da l’ulia” a Dicembre, organizzata dal ricercatore locale Ambrogio Milani.
Arrivo dei Barcaioli
Cà della Camera
Cortile della Cà della Camera
Campanella posta sulla sommità della Cà della Camera, appartenente all’Oratorio di S. Antonio